Campionato di Giornalismo la Nazione

Erosione, allarme nazionale

L’EROSIONE costiera è un problema nazionale: così nel 2016 si è espresso il gruppo di esperti e tecnici riunito intorno al Tavolo Nazionale dell’erosione costiera: in campo il Ministero dell’Ambiente, quindici Regioni costiere e l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Le fonti consultate per il nostro lavoro ci hanno fatto capire fin dall’inizio alcuni dati fondamentali. L’ambiente costiero è un sistema dinamico e i fenomeni di erosione o di avanzamento della linea di costa sono il risultato di numerosi fattori: possono essere meteoclimatici, geologici, biologici ma pure antropici (prodotti cioè dall’opera dell’uomo). Il “clima” resta il motore principale degli agenti modificatori, ma localmente ciascuno dei parametri può essere prevalente: subsidenza naturale o indotta, mancato apporto dei sedimenti verso la costa (interventi dell’uomo nei bacini fluviali), influenza sulla dinamica litoranea dei sedimenti intercettati dalle opere marittime, portuali e di difesa, e delle infrastrutture viarie e urbanistiche costiere. DOPO LA TEORIA e il linguaggio difficile dei testi e degli articoli portati in classe (combattuti a suon di domande e vocabolario, ma che fatica!), nella lezione che il professor Giovanni Sarti ha tenuto nell’auditorium della nostra scuola ci è stato fatto vedere tutto questo. E’ stata una vera mitragliata di slides, foto e filmati opportunamente selezionati: il livello del mare cambia nel corso del tempo, le linee di costa non sono affatto stabili, gli interventi dell’uomo influiscono sulle cause naturali con un pesante effetto forbice, le opere di difesa rigide tentate risultano sostanzialmente inutili contro i fenomeni erosivi. Sarebbe stato tutto piuttosto triste e preoccupante, se la lezione non si fosse conclusa con la presentazione e la spiegazione, in un linguaggio chiaro e comprensibile per noi, delle caratteristiche del più recente e raccomandato metodo scientifico per affrontare questo problema. “APPROCCIO metodologico integrato”: cosa vuol dire? Consiste nel raccogliere, confrontare e valutare dati complessi, che possono sembrare lontani ed eterogenei fra loro ma non lo sono (per esempio dati geologici e storici, osservazioni sperimentali, modelli teorici), e tenere sempre conto delle indicazioni che ci vengono dagli interventi realizzati in situazioni simili. Bisogna insomma conoscere (e conoscere molto bene) i tanti fenomeni che caratterizzano i litorali; solo dopo si potranno realizzare interventi strutturali capaci di portare nel medio-lungo periodo dei risultati soddisfacenti e di avere un impatto ambientale sostenibile.

Classe 2E

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