Campionato di Giornalismo la Nazione

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ROXY MONTERO Prens dirige un centro scolastico in Colombia, a Cartagena. È arrivata qui in Italia per tenere delle conferenze sull’insegnamento ed ha colto l’occasione per conoscere meglio la scuola italiana e confrontarla con quella del suo paese. In classe ci ha parlato della sua terra da un punto di vista economico, geografico e sociale. Roxy, prima di andarsene, ci ha scritto in una lettera le sue impressioni sul nostro sistema educativo. È rimasta stupita dal fatto che in Italia le scuole pubbliche favoriscano un alto livello di istruzione, mentre nel suo paese ciò avviene soprattutto nelle scuole private. «Ho trovato nei corridoi, nelle aule, nei volti degli alunni e dei professori l’essenza dell’istituzione, ho visto la escuela como un conjunto de personas, un insieme di persone, e come un sistema che riflette la busqueda, la ricerca». Dalla sua prospettiva, una funzione importante della scuola è quella di accogliere ragazzi con diverse origini, storie e abilità, anche attraverso la ricerca di metodi di insegnamento inclusivi. «Un aspetto curioso della mia visita in Italia è stato che, mentre io parlavo, i professori erano interessati all’aspetto educativo, ma i ragazzi lo erano di più a quello umano ». Siamo contenti che Roxy sia riuscita a capire che ci interessa comprendere nel profondo le relazioni interpersonali che nascono in tutti gli ambienti scolastici: «Los estudiantes y los profesores bailan la misma danza por el poder y la autoridad en la clase» (i ragazzi e i professori ballano la stessa danza per il potere e l’autorità). È importante specificare che a noi piace stabilire un rapporto diretto con gli insegnanti, che non sono persone lontane dalla nostra vita, anzi ci aiutano nelle difficoltà che incontriamo nel nostro percorso formativo e personale. Grazie a Roxy, abbiamo riflettuto sull’ambiente in cui passiamo le nostre giornate, ovvero la scuola, che non serve solo a fornirci nozioni di italiano, matematica e di altre altre materie ma anche a conoscere nuove persone e soprattutto a vivere al meglio la vita. Essere inclusi nell’ambiente scolastico significa sentirsi parte di un gruppo classe in cui, nella diversità, abbiamo la libertà di esprimere il nostro pensiero senza avere paura. Significa non dover reprimere la nostra creatività e fantasia, ma anzi farle fiorire. Noi studenti ci distinguiamo per le nostre particolarità, non siamo delle macchine identiche fra loro incapaci di manifestare emozioni e sentimenti. Non servono banchi dorati e zaini di diamante, l’importante è che la scuola si formi nel cuore di ognuno di noi.

Classe 3A

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