Campionato di Giornalismo la Nazione

Accoglienza = indipendenza

L’ASSOCIAZIONE nazionale Legambiente per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e la Cooperativa Odissea, impegnata nella gestione dei migranti sul territorio comunale di Capannori, hanno collaborato alla realizzazione di un progetto di grande rilevanza sociale ed ambientale. Come ci racconta il responsabile di questo progetto, il signor Guido Angelini di Legambiente di Capannori, l’idea nasce dalla necessità di creare opportunità lavorative per alcuni profughi espulsi dal Paese di origine. SHABBIR Hussain e Muhamad Sharif sono due immigrati pakistani che hanno dovuto abbandonare la loro terra, perché taglieggiati dai gruppi terroristici talebani, ancora attivi sul loro territorio. Cinque anni fa sono fuggiti, lasciando le famiglie e hanno ottenuto qui in Italia il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Inizialmente hanno vissuto in case di accoglienza, sotto la protezione dello Stato italiano. Si sono impegnati in attività diverse, ma soprattutto hanno mostrato ottime capacità nel settore agricolo, dato che quello è il mestiere che si tramandano da generazioni. Il loro desiderio era poter restare qui e contribuire, lavorando, al mantenimento delle rispettive famiglie, così non ci abbiamo pensato due volte, quando la Cooperativa Odissea ci ha chiesto se potevamo aiutarli ad avviare un’attività agricola. IL TERRENO adiacente al parcheggio della scuola Nottolini era da tempo incolto e lì si accumulavano rifiuti di ogni genere; su mia iniziativa, continua Angelini, abbiamo stipulato un contratto a costo zero con i proprietari per la gestione del terreno e, nel giro di poco tempo, i nostri amici hanno iniziato l’attività. Naturalmente le cose devono essere fatte nella legalità e così abbiamo fatto aprire loro una partita Iva presso i coltivatori diretti. Da quel momento sono diventati un’azienda agricola, hanno imparato a tenere un minimo di contabilità , hanno conseguito l’Haccp che devono avere tutti coloro che lavorano i cibi e adesso stanno facendo un corso per imparare ad usare il rame, l’unico antiparassitario che utilizzano. Sono bravissimi a coltivare seguendo il tempo e irrigano con il metodo a goccia. La loro bancarella, nei pressi della nostra scuola, è diventata un punto di riferimento non solo per i genitori che ci accompagnano, ma, con il passaparola, per tutte le persone interessate a ottimi prodotti biologici a chilometro zero. Il nostro obiettivo, continua Angelini, era quello di trasformare dei profughi in persone autonome con un’attività gratificante che li facesse sentire padroni del proprio tempo lavorativo e responsabili delle scelte effettuate.

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