Campionato di Giornalismo la Nazione

“Stanotte minaccia sereno”

L’OSSERVATORIO astronomico della sezione di Fisica dell’Ateneo senese è un occhio straordinariamente limpido e potente rivolto verso le stelle. Una sofisticata tecnologia, completamente automatizzata, grazie alla volontà e competenza di uno staff d’eccellenza, permette agli utenti di compiere studi su molti dei fenomeni celesti che caratterizzano il nostro emisfero. Al segnale «Stanotte minaccia sereno!» Alessandro Marchini, responsabile della struttura, invita i suoi «adepti» ad una nottata di studi tra le stelle. Ce lo ha raccontato accogliendoci nelle aule di Fisica, mentre lasciava scorrere sullo schermo alcune delle tante suggestive immagini che ha catturato nelle notti stellate e insonni trascorse ad osservare la volta celeste. Come nasce una passione così forte? «La mia è nata a soli sei anni quando, a casa dei nonni a Castiglion Fiorentino, ho assistito alla mia prima eclissi totale di luna, spettacolo affascinante che il nonno seppe spiegarmi con grande semplicità e saggezza, usando una pesca (la Terra) e un’albicocca (la Luna) e le loro ombre! A 22 anni ho iniziato a lavorare come informatico nel dipartimento di Fisica dove conobbi il professor Millucci, il quale mi chiese di applicare le mie competenze all’astronomia e oggi sono qui a dirigerne l’osservatorio ». Come funziona il vostro telescopio? «È uno strumento a gestione digitale totalmente computerizzata, nel controllo della cupola (apertura e chiusura), nei movimenti del telescopio, nella trasmissione dei dati, compreso l’uso della fotocamera ad esso collegata. Io posso gestire l’intero impianto dal divano di casa mia o da qualunque altro luogo, magari in vacanza, semplicemente connettendomi con un portatile o con il mio cellulare. L’esigenza di renderlo fruibile da PC è nata dal desiderio di consentirne l’utilizzo a tutti, anche a persone con disabilità che altrimenti non potrebbero mai accedere alla nostra cupola». Cosa osservate principalmente? «La scelta di cosa osservare è strettamente legata alla fotometria, una tecnica che consente di misurare la quantità di luce degli oggetti. Tra i più interessanti ci sono gli asteroidi, di cui si può definire la forma e la velocità di rotazione, le stelle variabili, le stelle doppie, i pianeti extrasolari, blazar e nuclei di galassie attive, che sono tra le cose più lontane che si possano intercettare». Cosa si fa delle immagini acquisite? «Se ne studia la curva di luce, cioè si guarda come e quanto sia variata la luminosità dei soggetti osservati. I dati vengono poi scambiati, condivisi e confrontati con quelli di altri ricercatori in tutto il pianeta ».

Classe 2A - Tutor: Patrizia Donati, Stefania Giansanti

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