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Tutti pazzi per Pi Greco!

IL 14 MARZO (14/03) è la giornata internazionale dedicata al Pi Greco, ispirata alla grafia anglosassone della data, ovvero 3,14. La prima celebrazione del Pi Day si tenne nel 1988 al museo scientifico interattivo Exploratorium di San Francisco, grazie all’iniziativa del fisico statunitense Larry Shaw, da allora conosciuto come «Principe del Pi Greco». Negli anni la festa è diventata virale, fino alla consacrazione ufficiale nel 2009 da parte del presidente Barack Obama, al fine di incoraggiare i giovani allo studio della matematica. Il 14 marzo, oltretutto, è il giorno in cui è nato Albert Einstein: un motivo in più per festeggiare questa «data scientifica». I più accaniti sostenitori celebrano il Pi Greco anche il 22 luglio, in quanto il risultato di 22:7 è un’approssimazione di 3,14, oppure il 10 novembre (9 nei bisestili), poiché è il trecentoquattordicesimo giorno del calendario gregoriano, ma anche il 5 aprile, che dal principio dell’anno conta tre mesi e quattordici giorni. Il simbolo di questa «deliziosa» festa è la crostata, o un’altra tipologia di torta, purché sia perfettamente rotonda; in inglese «Pi» si pronuncia «Pai», nello stesso modo di «Pie», che significa appunto torta. MA CHE COS’È in definitiva il Pi Greco e da dove arriva la sua storia millenaria? Il Pi Greco è una costante matematica che viene indicata con la sedicesima lettera dell’alfabeto greco p, corrispondente al P latino, dalla traduzione «perimetros». NELLA GEOMETRIA piana viene definito come il rapporto tra la lunghezza della circonferenza e quella del suo diametro, espressa nella cifra 3,1415926535… le cui cifre decimali sono infinite. È il matematico inglese William Jones, in un proprio testo del 1706, ad usare per la prima volta il Pi Greco associato al famoso rapporto, anche in onore all’iniziale di Pitagora; ma la storia di questo numero pazzesco ha circa quattromila anni. Tutti sanno che Archimede di Siracusa (III secolo a.C.) fu il primo ad approssimarne il valore a 3,14, ma prima di lui ci provarono Babilonesi, Egizi e Cinesi. Oggi scienziati ed informatici, grazie all’aiuto di potenti calcolatori, sono riusciti ad esprimere circa 12 miliardi di cifre decimali del Pi Greco. Il Pi Greco è praticamente dappertutto, nella nostra vita: nel Dna, nei cerchi che si formano nello specchio dell’acqua quando lanciamo per divertimento una pietra, nelle spirali delle conchiglie, nelle cupole, negli archi e nei tunnel; utilizzato da matematici, astronomi ed astrofisici, ma anche da ingegneri ed architetti.

Classe 3A, 3B

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