Campionato di Giornalismo la Nazione

Paleontologia tra passato e futuro

LA PALEONTOLOGIA è la scienza che si occupa dei fossili, della loro origine, dell’evoluzione e della distribuzione sia geografica che temporale di essi. Noi alunni dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Terranuova Bracciolini familiarizziamo fin da piccoli con questa scienza: già alla scuola primaria vengono organizzati dei laboratori in cui tocchiamo con mano il lavoro del paleontologo, inoltre questi studi vengono approfonditi durante il percorso nella scuola secondaria con laboratori pomeridiani. Spesso ci siamo chiesti quale sia l’importanza della paleontologia: oggi siamo consapevoli che questa scienza è molto rilevante perché, oltre che scoprire il passato, ci permette di prevedere il futuro del nostro pianeta. Per merito dei nostri studi, sapete cosa abbiamo scoperto? Una nuova era glaciale si verificherà sulla Terra e grazie alla paleontologia non ci coglierà impreparati! Certo, quello del paleontologo non è un lavoro facile: ci vogliono pazienza, precisione e intuito, ma soprattutto spesso mancano i fondi, per questo molti fossili non sono stati riportati alla luce. NEL NOSTRO territorio, il Valdarno Superiore, è stato rinvenuto un Mammuthus Meridionalis che presto avremo il piacere di osservare nel Museo Paleontologico di Montevarchi. Era il novembre del 2015 quando Bruno, un cacciatore, vagando nei pressi della località Il Tasso, vide affiorare dal terreno due strisce ossee di circa 25 centimetri. Dopo aver comunicato del ritrovamento alla Sovrintendenza per i beni archeologici, il Museo paleontologico di Montervarchi è stato ritenuto idoneo alla gestione del reperto ed ha potuto approfondire la natura di esso. I RESTI FOSSILI appartenevano a un Mammuthus Meridionalis vissuto circa un milione e mezzo di anni fa, quando il Valdarno era una laguna circondata da una zona simile all’attuale savana africana, abitata da equidi zebrini, roditori e mammut. Questo reperto, rinvenuto alla base di una balza, è riaffiorato grazie alle forze esogene e a piccole frane che si sono susseguite nel tempo. Proseguendo nello scavo sono venute alla luce anche altre parti del mammut, ovvero il cranio, i denti e le due zanne, a cui appartenevano le strisce affiorate. Ultimato lo scavo si è avviata la fase di restauro che ha messo gli esperti davanti a un bivio: liberare il fossile del tutto, oppure mantenere intatto il cubo di terra che lo avvolge al fine di rendere visibile la stratificazione geologica delle Balze. La strada da intraprendere non è stata ancora decisa, non ci resta che attendere la musealizzazione di questo importante reperto per scoprire quale strategia sceglieranno i paleontologi.

Classe 2A - Tutor: Gianna Gambini

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