Campionato di Giornalismo la Nazione

Da Virgo verso l’infinito e oltre

Classe 3A

DUE LUNGHI bracci blu si estendono nella campagna alle porte di Pisa, a Cascina: si tratta di VIRGO, lo strumento progettato per dare la caccia alle onde gravitazionali. Nato dall’idea lanciata a metà degli anni ‘80 dai fisici Adalberto Giazotto e Alain Brillet, fa parte dell’Osservatorio gravitazionale europeo (Ego), fondato nel 2000 dall’Italia, con l’Infn e dalla Francia, con Cnrs. Oggi vi lavorano circa 250 ricercatori di 19 laboratori in 5 Paesi (Italia, Francia, Olanda, Polonia e Ungheria). Costato circa 78 milioni di euro, Virgo è costituito da due bracci gemelli lunghi tre chilometri, nei quali, all’interno di tubi a vuoto, viaggiano due fasci laser riflessi da speciali specchi che li fanno viaggiare avanti e indietro per centinaia di volte, allungandone il percorso fino a 300 chilometri. Quando le due metà dei fasci laser tornano a unirsi, si produce una figura d’interferenza. Vale a dire che se uno dei due fasci viene colpito da un’onda gravitazionale, può allungarsi o accorciarsi rispetto all’altro. Questa tecnica permette di rilevare variazioni piccolissime, delle dimensioni di un miliardesimo del diametro di un atomo. Virgo ha un gemello negli Stati Uniti dove prende il nome di Ligo, qui le antenne sono entrate in funzione nel 2004. Recentemente sono stati potenziati ed è stata questa nuova versione, chiamata Advanced Ligo, a captare per la prima volta le vibrazioni dello spazio-tempo, scoperta che è valsa agli americani il premio Nobel per la fisica. Non dimentichiamo però che è stato un italiano, Adalberto Giazotto il pioniere della ricerca sulle onde gravitazionali e il padre dell’esperimento VIRGO. Figlio del celebre musicologo Remo Giazotto e di Margherita Rebora, Adalberto Giazotto nacque a Genova il 1º febbraio 1940. Fin da bambino mostrò un precoce interesse per la costruzione di apparecchi complessi come trasmettitori e radio. Dopo il liceo si iscrisse a Fisicall’Università degli Studi di Roma «La Sapienza». Negli anni dal 1981 al 1984, in seguito a un periodo di gravi problemi di salute, maturò l’intenzione di dedicarsi a un progetto di ricerca più ambizioso, interessandosi agli esperimenti per la rilevazione delle onde gravitazionali attraverso l’interferometria laser. Già dagli anni ’70, Weiss e Thorne stavano lavorando nella stessa direzione, ponendo le basi dell’esperimento statunitense LIGO. L’idea originale di Giazotto consisteva nello sviluppare la sensibilità dei rilevatori interferometrici verso le basse frequenze. Il suo progetto ricevette l’incoraggiamento di Adriano Di Giacomo, fisico teorico dell’Università di Pisa, e proprio a Pisa si formò il nucleo del futuro gruppo VIRGO. Adalberto Giazotto è morto all’ospedale Cisanello di Pisa il 16 novembre 2017 all’età di 77 anni, un mese dopo l’assegnazione del premio Nobel ai fisici americani il 3 Ottobre.

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