Campionato di Giornalismo la Nazione

Tutto virtuale, niente di reale

LO SMARTPHONE è diventato il protagonista assoluto della vita quotidiana di ognuno di noi. Basta pensare che ben due terzi della popolazione mondiale in questo momento ha tra le mani un telefono cellulare. Accanto a questa crescita costante si sta abbassando sempre più l’età di chi lo utilizza. In Italia ben il 97% dei ragazzi ne possiede uno ed entro il 2020 rappresenteranno il 40% dei consumatori del mercato globale. Di fatto sono proprio loro i principali utilizzatori dello smartphone, gli appartenenti alla cosiddetta generazione “Z”, i teenager, cresciuti immersi nella tecnologia. Si servono del cellulare per fare di tutto: comunicare, ascoltare musica, scaricare qualsiasi tipo di file, guardare filmati/video, giocare, fare foto, ricerche scolastiche. Sembra quasi che non possano più vivere senza. Da una ricerca, condotta nel 2010 su un gruppo di preadolescenti, risulta che l’80,6 % ha ricevuto il suo primo cellulare in un’età compresa tra i 5 e 10 anni e lo porta con sé 12 ore al giorno, con un 10,3% per più di 12 ore. Una generazione, questa, che parla quasi sempre attraverso la rete, e considera il web con i social o le chat un “reale” spazio di socializzazione; gli stessi dati sull’accesso a internet rivelano, che già nella fascia 6-10 anni, i bambini usano una connessione nel 54% dei casi, percentuale che raggiunge il suo apice tra i 15 e i 17 anni. Ragazzi che, quindi, vivono una vita sempre più “online” con una media di 5 profili a testa. Non sempre, però, sono consapevoli del rischio che corrono con le loro attività in rete. Come per esempio condividere immagini e video di se stessi o degli altri: più di 1 su 5 invia video o immagini intime o attiva la webcam per ottenere regali, 4 su 10 inviano o postano immagini intime di loro a coetanei e adulti conosciuti in rete, così come più di 1 su 3 invia o riceve messaggi con riferimenti espliciti al sesso. UN ALTRO aspetto su cui riflettere è il ruolo che le tecnologie possono svolgere nel rafforzare gli stereotipi di genere. Le ragazze, nonostante risultino più “tecnologiche” rispetto ai loro coetanei, intraprendono solo in minima parte percorsi di studio nelle materie tecnico-scientifiche. Sempre più spesso, infine, il cellulare sostituisce le comunicazioni interpersonali “face to face” e per questo rischiamo seriamente di diventarne schiavi, sempre più dipendenti da un mondo virtuale e da tutto ciò che ci connette ad esso. In conclusione noi diciamo NO all’uso sfrenato e senza consapevolezza dello smartphone, ma decisamente SÌ ad un suo uso responsabile e controllato.

Classe 3C - Tutor: Maria Chiara Valsega, Alessandra Danesi

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI