Campionato di Giornalismo la Nazione

La vita al tempo dei nonni

PARLANDO tra di noi, ci siamo resi conto di quanto sia importante mantenere il ricordo del passato e così abbiamo deciso di intervistare i nostri nonni. Hanno l’età di circa settant’anni, essendo nati quasi tutti tra il 1941 ed il 1951. In classe ci sono quattro alunni che hanno i nonni nati in Nazioni diverse dall’Italia e due nonni sono nati al di fuori della Toscana. Gli altri nonni sono nati o sono vissuti quasi tutti nelle località vicine a Borgo a Mozzano e cioè a Tempagnano, Celle di Puccini, Dezza, Diecimo, Partigliano, Valdottavo, Corsagna, Borgo a Mozzano, Villa Basilica, Bagni di Lucca e Prato. ABBIAMO chiesto quali fossero i passatempi da bambini e da ragazzi: più in voga era nascondino, poi usava giocare a calcio, a campana, acchiappino, saltare con la corda, fare «lo sculaccione», tirare con la fionda, usare le trottole, giocare a carte e con le biglie, arrampicarsi sugli alberi, cucire, ricamare, lavorare ai ferri, giocare con il cerchio, suonare strumenti musicali, giocare a palla prigioniera ed ai cowboys, fare volontariato alla Misericordia, leggere libri o fumetti, giocare a Monopoli, a poker o alla roulette, costruire biciclette artigianalmente, pescare, andare a caccia, fare passeggiate sui monti e ascoltare musica al bar... non avevano videogiochi o internet, ma, a quanto pare, sapevano divertirsi lo stesso!! Abbiamo poi chiesto ai nostri nonni se le loro famiglie accudivano animali e risulta che questo avveniva in tutte le famiglie perché possedevano galline o pecore o mucche, asini, conigli, maiali, papere, tordi e merli (gli ultimi due erano usati per la caccia). Di questi animali si prendevano cura fin da piccoli. Abbiamo chiesto cosa si ricordassero della scuola e, su 19 risposte, siamo venuti a sapere che tutti hanno frequentato le elementari, otto anche le medie ed uno le superiori. Le scuole elementari erano tutte vicine a casa e si raggiungevano a piedi, talvolta proprio scalzi perché ben cinque nonni hanno detto che usavano le scarpe solo nelle occasioni importanti, sennò si rovinavano e costava troppo comprarle nuove. Talvolta le aule scolastiche erano all’interno di case private. In alcune scuole c’erano classi separate per maschi e femmine. In tutte le aule, il riscaldamento era assicurato da una stufa a legna ed erano gli stessi alunni che portavano la legna da casa, sennò la stufa non funzionava! Per scrivere venivano utilizzati dei piccoli quaderni e le penne avevano il pennino da intingere nell’inchiostro che stava dentro il calamaio. A scuola venivano usate molte punizioni in caso di cattivo comportamento: bacchettate sulle mani, stare in piedi dietro alla lavagna, rimanere in ginocchio sui chicchi di granturco, mettere in testa un cappello con sopra scritto «asino » e qualcuno ricorda anche bastonate, schiaffi e frustate ... tutto questo oggi è vietato, per fortuna!! Qualcuno faceva l’operaio in fabbriche vicine, contadino, portatore di carbone, muratore, operaio alla Fiat o all’Enel, giardiniere, gommista, guardiano, commerciante, infermiere, fabbro, in fabbrica, sarta e bidella.

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