Campionato di Giornalismo la Nazione

“Come cambia la tavola”

NEGLI ULTIMI secoli abbiamo assistito ad un notevole fenomeno di cambiamenti alimentari con la conseguente ricaduta sul nostro benessere psico-fisico, ma anche sull’ambiente in cui viviamo; l’alimentazione infatti incide moltissimo sulla nostra vita: non è la quantità, ma la qualità che fa la differenza; inoltre un’alimentazione corretta ed equilibrata è essenziale per lo sviluppo corporeo e la salute. L’agricoltura nutre il mondo, ma allo stesso tempo ne consuma risorse preziose; accelera anche la perdita della biodiversità (nel caso delle monoculture e dello sfruttamento indiscriminato dell’ambiente naturale). Una prospettiva alternativa a tale sfruttamento eccessivo e al consumo di alimenti tradizionali sarebbe quella di rincorrere agli insetti commestibili; esistono infatti oltre 1900 specie di insetti edibili e si ipotizza che nel 2030 potrebbero essere sfamati oltre 9 miliardi di persone con questa risorsa alimentare, già presente nella cucina tradizionale di alcune parti del Mondo (sud est asiatico). AI TEMPI dei nostri nonni l’alimentazione era molto diversa rispetto a quella attuale: le persone utilizzavano ciò che coltivavano nei campi ed allevavano nelle fattorie per sfamare le proprie famiglie; si trattava di un’agricoltura ‘biologica’, perché non venivano usati pesticidi o concimi artificiali: il risultato di tale comportamento era quello di ottenere un’alimentazione più semplice, ma molto più sana ed equilibrata della nostra. RISPETTO AI tempi andati, oggi il modo di alimentarsi è totalmente cambiato; essendosi la popolazione trasferita in città per lavoro e non avendo molto tempo a disposizione (ritmi frenetici di vita), si consumano cibi pronti o surgelati: quindi stiamo sacrificando la qualità della nostra alimentazione a causa del nostro stile di vita! Il cambiamento sociale degli ultimi tempi sta influendo ancor maggiormente sui nostri stili di alimentazione e sui consumi in generale; se si esamina per esempio il cosiddetto «Paniere Istat» per il 2017, assistiamo al netto affermarsi nel nostro Paese del consumo della frutta esotica (mango, papaya, avocado, lychees, ecc.), prima prodotto di nicchia, non apprezzato dagli italiani, oppure consumato solo in occasione delle festività; come spiega Cristina Bambini, la responsabile del marketing italiano di uno dei gruppi più celebri in questo comparto alimentare: «Tale cambiamento è dovuto alle caratteristiche del Mondo in cui viviamo, un mondo interconnesso, che cancella le distanze e ormai agevola l’avvicinarsi a prodotti tipici di paese lontani, appartenenti ad abitudini alimentari non nostrane».

Classe 2E

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