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Adolescenza: bisogno di help?

PER APPROFONDIRE e conoscere meglio le problematiche che affliggono gli adolescenti di oggi, abbiamo consultato la dottoressa Francesca Becciu, laureata in scienze dell’educazione e pedagogia clinica. Nella nostra scuola già da qualche anno è stato istituito uno sportello d’ascolto (Sportello Help), presso il quale una psicologa aiuta gratuitamente gli alunni, i genitori e i docenti ad affrontare alcune problematiche personali o riguardanti la scuola. Questo servizio, offerto dall’istituto Galileo Chini, può rivestire una fondamentale importanza nell’affrontare tutte le difficoltà che possono insorgere in una fase della vita così delicata come l’adolescenza. Lo sportello Help offre a coloro che necessitano di un aiuto, la possibilità di confidare le proprie ansie e preoccupazioni in un ambiente sicuro, che li metta a loro agio, dove non si sentano giudicati, soggetti alla disapprovazione degli altri e dove possono mostrare quella fragilità di cui spesso provano vergogna. E’ ancor più lodevole che ciò possa avvenire nell’ambiente scolastico, in quanto è la scuola il primo anello di congiunzione tra il mondo familiare e quello sociale. «Le problematiche che più spesso vengono presentate allo sportello da parte degli adulti – dice la dottoressa – riguardano l’approccio che hanno con i loro figli. Invece i disagi maggiormente riferiti dai ragazzi consistono nella difficoltà di comunicazione con i genitori o nelle incertezze tipiche dell’età adolescenziale». Molti adolescenti nascondono ansie e preoccupazioni dietro un atteggiamento sicuro e spensierato, in questi casi il compito dello sportello Help è quello di aiutare questi soggetti a confidare i propri timori per far loro acquisire maggiore sicurezza grazie all’aiuto professionale della psicologa e spesso, in questi casi, anche un solo incontro può fare la differenza. La dottoressa Becciu afferma inoltre che gli adolescenti, crescendo e rendendosi più autonomi, sentono il bisogno di staccarsi dal nucleo familiare, tentando di integrarsi con gli altri ragazzi. Per farlo prendono dei punti di riferimento che a volte sono sbagliati, per esempio si adeguano a delle mode e a dei canoni di bellezza spesso irraggiungibili, dando troppa importanza all’apparenza piuttosto che alla sostanza. Questo eccessivo bisogno di essere accettati dal gruppo dei pari, deriva dal fatto che in questa età i ragazzi non hanno ancora una personalità ben definita, si sentono insicuri ed insignificanti come una piccola goccia d’acqua in un immenso mare.

Classe 3D

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