Campionato di Giornalismo la Nazione

Tutti uniti contro il bullismo

IN QUESTI ULTIMI tempi si è sentito dire, purtroppo, del bullismo tra giovani e questo ha portato a renderci conto di quanto il problema della violenza stia diventando preoccupante, tanto che anche il Ministero dell’Istruzione ha ritenuto necessario intervenire nel mettere 4 in condotta ai bulli. Ma accanto al bullismo, avete mai sentito parlare del CyberBullismo? Gli episodi di bullismo tra ragazzi non riguardano più solo la pausa di ricreazione, poichè, sempre più spesso, i soprusi succedono anche nello spazio virtuale dei media digitali usati per diffondere, tramite Internet o cellulare messaggi, immagini o filmati offensivi. Il brutto è che l’atteggiamento non rispettoso inizia online e continua anche fuori dal web. Questo fenomeno ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo. A scuola nostra è venuta una psicologa, Elisa Marcheselli, che nel corso di un progetto ci ha fatto vedere dei filmati e delle slide in cui ci parlava di tutti i tipi di bullismo. Abbiamo condiviso con Elisa il fatto che i bulli hanno avuto diversi problemi a scuola o a casa e per questo si vendicano con i più deboli. Elisa ci ha fatto scrivere un testo in cui dovevamo creare l’identikit del bullo: l’età, il suo nome, con chi viveva, la situazione familiare, il quartiere di residenza, il rendimento scolastico, la relazione con i genitori. Parallelamente abbiamo riflettuto sull’identikit della vittima. Così abbiamo conosciuto anche le conseguenze mentali delle azioni di bullismo nel bullo e nella vittima: sensi di colpa o di realizzazione per il primo, depressione o senso di colpa per la seconda. Abbiamo conosciuto le sanzioni penali delle nostre azioni su internet, che possono riguardare anche i nostri genitori. L’esperta ci ha parlato dei social network, dei limiti di età per accedervi, dei rischi. La maggior parte di noi ragazzi usa i comuni social network, quali whatsapp e instagram. Ma alcuni social network sono un po’ pericolosi, perchè l’identità di chi scrive è nascosta. E’ proprio in questi social che si annidano i maggiori problemi di cyberbullismo. Altro problema è la creazione di profili falsi. La psicologa ha mostrato che è bene non reagire al bullo, andare a dirlo ad un adulto. Dal nostro punto di vista se siamo a scuola occorre scegliere il professore a cui dirlo perché alcuni di loro non intervengono in modo adeguato. Ma soprattutto perchè il bullo reagisce in maniera più violenta con la vittima al di fuori dell’ambiente scolastico, la prende ancora più in giro perchè dice che non se la sa cavare. Quindi occorre coinvolgere anche il resto del gruppo di amici, gli osservatori perchè la vittima non rimanga sola.

Tutor: Elisabetta Batini

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