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Stop allo spreco alimentare

OGGI LO SPRECO alimentare è un comportamento molto diffuso, che appare estremamente grave visto che nel mondo ci sono ancora molte persone che non hanno cibo a sufficienza, ma diviene inaccettabile se si considera che ciò che viene sprecato, sarebbe sufficiente a nutrire il doppio di coloro che hanno ancora problemi di denutrizione. Nel passato lo spreco avveniva soprattutto a livello industriale e nella ristorazione, ma negli ultimi tempi è andato di gran lunga aumentando quello domestico. Nell’opinione pubblica c’è ancora scarsa coscienza della gravità di questo problema e del fatto che ciascuno di noi quotidianamente contribuisce ad accrescerlo. Ma le cose non sempre sono andate così, al tempo dei nostri nonni il cibo era considerato un bene prezioso, le famiglie erano più povere e non potevano permettersi sprechi, quindi sceglievano con cura gli alimenti di cui nutrirsi, riciclavano ad arte gli avanzi e trovavano il modo di conservare al meglio il cibo acquistato. Si compravano prodotti semplici e ciò che avanzava, veniva riutilizzato per preparare pietanze tipiche, che ne consentivano il consumo. Oggi invece un terzo del cibo prodotto ogni anno viene sprecato, cioè gettato via, anche se è ancora buono e commestibile. Secondo quanto stima la FAO, in media una persona che vive in Europa o in Nord America spreca intorno ai 95–115 kg all’anno. Le verdure sono i prodotti più sprecati, ma finiscono nei cassonetti anche i latticini, la frutta e i prodotti da forno. Le cause sono da ravvisarsi nelle cattive abitudini, che inducono ciascuno di noi ad acquistare un quantitativo di prodotti superiore alle necessità, complici anche la pubblicità e le promozioni, così molti alimenti raggiungono la data di scadenza senza essere consumati. Ma è davvero così difficile limitare questi sprechi? Poche regole ci permettono di combattere lo spreco alimentare. In primo luogo è bene avere degli accorgimenti quando si fa la spesa, come quello di pianificare prima gli acquisti, comprando solo ciò che ci serve, in secondo luogo un po’ di attenzione e fantasia in cucina possono aiutarci a conservare meglio i cibi e a mettere in vista quelli prossimi alla scadenza. Negli ultimi anni sono state create anche delle app per combattere il problema, come “Last minut sottocasa “che permette ai negozi di vendere il cibo avanzato a fine giornata a prezzi ribassati, oppure “Bring the food” , che monitora le richieste di donazione e la ridistribuzione del cibo. Per combattere il problema in primo luogo è importante prenderne consapevolezza e cominciare a correggere i nostri comportamenti scorretti.

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