Campionato di Giornalismo la Nazione

Senza bidella che scuola sarebbe?

NON È STATA la prima volta. Anzi, a dire la verità, è capitato spesso ultimamente, che la bidella venisse a bussare alla porta della nostra classe. Toc-toc...«Buongiorno, mi dispiace disturbare, ma dovrei dire una cosa ai ragazzi...». E noi sentiamo subito, dal tono (e dal fatto che non ha circolari da firmare..), di non avere la «coscienza a posto»: il nostro comportamento lascia a desiderare quanto a ordine e pulizia. «Ieri avete lasciato l’aula in condizioni vergognose» continua la custode, pacata ma senza mezzi termini «C’era sporco ovunque e di tutti i tipi. Ve l’ho già detto altre volte. Ma ora state esagerando». Eh sì, inutile nascondersi dietro un dito. Rossana, la bidella del nostro piano, torna al suo normale lavoro. Ma per noi, in classe, si apre un momento di riflessione. Forse, ammette qualcuno, non ci rendiamo conto di come trattiamo le cose; oppure, per altri, sono le custodi che si lamentano troppo. C’è poi chi sentenzia che «pulire è il loro lavoro»; gli sguardi eloquenti che ricevono, li lasciano un po’ imbarazzati. Ma davvero sappiamo qual è il lavoro che devono fare le bidelle? E dal loro punto di vista, come appare la scuola di oggi? Da qui l’idea: chiediamolo direttamente a loro! Invitiamo Rossana in classe per rispondere alle nostre domande. In cosa consiste il tuo lavoro? «Essendo in portineria, devo stare al pubblico, ricevere professori, genitori, alunni che hanno bisogno; oltre a fotocopie, passare circolari, far firmare le supplenze... E poi pulire le aule e i bagni in poco tempo, perché tutto sia pronto per i rientri degli studenti nel pomeriggio». Cosa ti piace della scuola? «Il rapporto che ho con i ragazzi. Se non avessi fatto la bidella, mi sarebbe piaciuto diventare maestra d’asilo (ho studiato per questo). Ma poi è arrivato questo lavoro.. che sempre di scuola si tratta». Cosa ti fa più arrabbiare? «Lo sporco sotto i banchi. In terra si trova di tutto: cartacce, bottigliette, matite e penne rotte, trucioli dei lapis appuntati... ma si spazza. Io voglio che la scuola sia pulita, perché ci stiate bene. Però, alla fine, andare a togliere i fazzoletti usati da sotto i banchi non è il massimo». Sei nella scuola da 30 anni: sono cambiati i giovani rispetto alla scorsa generazione? «Vedo moltissimi cambiamenti! Non dico che è colpa vostra, ma i ragazzi oggi sono meno “responsabilizzati” e più “coccolati”. Ogni giorno vengono genitori a portare ciò che il figlio ha dimenticato a casa. Oppure l’uso del telefono, di cui i ragazzi sono dipendenti. E non guardano cosa gli accade intorno». Domanda un po’ sciocchina ma... Perché non si può mangiare nei bagni? «Non è igienico...Vi capisco: all’intervallo vi accalcate nei bagni perché lì potete incontrarvi con i compagni delle altre classi E andare in bagno all’intervallo è un po’ come a Arezzo andare per il Corso...» Preferisci che ti diamo del “tu” o del “lei”? «Preferisco il “tu”». «E da come lo dice, capiamo che Rossana ci ha già mille volte perdonato per le nostre abitudini...».

Classe 3D - Tutor: Benedetta Mercati

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