Campionato di Giornalismo la Nazione

“Sa Paradura” ieri e oggi

ANTICHISSIMA tradizione dei pastori sardi quella di «Sa Paradura » (dal verbo Parare che in lingua sarda significa formare, creare in questo caso un gregge), o «Ponidura » (da Ponnere che in limba significa mettere a disposizione), che rientra in quei tipici gesti di solidarietà che le antiche Comunità praticavano costantemente per sopperire alle avversità improvvise, fossero esse costituite da furti, malattie o da calamità naturali. NELLE CAMPAGNE della Sardegna, la pecora era ed è considerata un animale sacro, che fornisce ogni giorno latte e formaggio, ma anche carne e lana. Per questa isola, fortemente legata all’allevamento, perdere il gregge significa perdere un bene prezioso in quanto spesso unica fonte di sostentamento. «Sa Paradura» è una forma antichissima di mutuo soccorso, dove tutti i membri della Comunità pastorale, contribuivano, con l’apporto ciascuno di una propria pecora, alla ricostituzione del gregge perduto o distrutto. Questa forma di solidarietà dei sardi, di alto valore sociale, è ancora oggi praticata¸ all’occorrenza viene praticata spontaneamente ed è considerata un obbligo morale, come se il danno avesse colpito non il singolo ma l’intera Comunità. Dopo il catastrofico terremoto che ha colpito il Centro Italia questo rito si è rinnovato e ha varcato il confine del Tirreno per abbracciare gli allevatori della città di Cascia, colpiti dal sisma, ai quali l’anno scorso sono state consegnate complessivamente mille pecore e foraggio, donati da circa 600 pastori sardi. Grazie ad Emilio Garau, presidente della PROCIV, ma soprattutto grazie al rapporto che si è instaurato tra i volontari della protezione civile, accorsi qui dopo il terremoto, e i proprietari delle tante piccole aziende, che è nata l’idea di aiutare Cascia attraverso questa evento. Questa iniziativa va ben oltre il valore economico, è un gesto di solidarietà, espressione della vicinanza del popolo sardo e del “donare speranza e coraggio” ad una popolazione così duramente colpita. QUEST’ANNO la cittadina umbra vuole ricambiare quel gesto che i suoi abitanti non hanno dimenticato. Dal primo al 3 giugno l’amministrazione comunale di Cascia, insieme ai pastori e a quanti avessero interesse, si recheranno in Sardegna per donare gli agnelli nati dalle 1000 pecore arrivate nella città di Santa Rita. I pastori sardi non hanno fatto altro che donare un po’ di quello che hanno, senza pretendere nulla in cambio. Se un giorno loro però avessero bisogno di aiuto, come ci ha confermato Antonio Palombi, rappresentante dei pastori di Cascia, intervistato da noi studenti, “noi saremmo i primi a contraccambiare”.

Classe 2A

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