Campionato di Giornalismo la Nazione

Castelfranco e libertà: 1944

IL GOVERNO di Mussolini cadde il 25 luglio 1943 e per Castelfranco si aprì una nuova pagina di storia. Il desiderio della popolazione era quello di raggiungere la pace e la democrazia. L’8 settembre 1943 venne reso pubblico da Badoglio l’armistizio (firmato segretamente il giorno 3 a Cassibile) e molti pensavano che la guerra fosse ormai finita: iniziava, invece, la guerra civile. Con la dissoluzione dell’esercito italiano, si entrò in una fase estremamente difficile e molti giovani militari castelfranchesi tornarono in paese; alcuni di essi si rifugiarono nei boschi: il centro fu colpito da bombardamenti aerei per tutto l’inverno e la primavera: questi miravano a distruggere il ponte sull’Arno. INIZIARONO anche i rastrellamenti alla ricerca di uomini per la Repubblica Sociale Italiana. Molti si rifugiarono nelle campagne e la popolazione, stremata, aspettava ansiosamente l’arrivo degli Americani. L’ultima notte dell’agosto 1944 i Tedeschi, finalmente, abbandonarono il paese; a mezzanotte saltarono i ponti del canale Usciana e questo significò la ritirata verso l’Appennino Tosco-Emiliano. IL 1 SETTEMBRE gli Americani arrivarono in piazza accolti dalla popolazione: le donne uscirono, si abbracciarono, sventolava il tricolore, c’era solo voglia di gioire. Ma il paese, in particolare nel centro storico, era devastato dalle granate: gran parte delle abitazioni vennero distrutte, e nella zona del comune circa settanta persone morirono. Ma fu tuttavia un periodo terribile: poco prima Remo Bertoncini, un ragazzo di pochi anni in più di noi, venne preso e fucilato dai fascisti a Pisa insieme ad Alberto Dani per non aver risposto alla chiamata alle armi da parte degli ultimi fascisti. REMO, per essere un uomo libero, sacrificò la sua vita lasciando famiglia, parenti e amici. La notte prima di essere fucilato, visto che sapeva di morire, scrisse una lettera ai suoi familiari salutandoli nel modo più dolce che poteva. Una tragedia che sarebbe potuta accadere a ciascuno di noi che, magari, abituati a vivere nel mondo di oggi, dove è presente sempre un aiuto, in quella situazione di panico non avremmo saputo come agire. REMO ebbe, invece, la forza e il coraggio di scrivere, aspettando la sua ultima mattina che dopo poche ore sarebbe arrivata. Un giovane, un ragazzo: mettendoci nei suoi panni non avremmo mai avuto la sua forza e la nostra stima è immensa. A un ragazzo come noi, a Remo, la piazza principale di Castelfranco è dedicata, a un giovane uomo che sacrificò la sua vita per opporsi al fascismo.

Classe 3C - Tutor: Sandro Sodini

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