Campionato di Giornalismo la Nazione

I Promessi sposi a Massarosa

“LA RELIGIONE era l’anima della sua vita (...) Caritatevole fino all’eccesso. D’indole assai lieta per natura, avrebbe voluto veder tutti contenti e soddisfatti intorno a sé (...) i malanni ella li soffrì sempre volentieri, ringraziando spesso Iddio di avvicinarla a Lui con dolore (...) Conformò sempre la volontà sua a quella di suo marito”. (Matilde Giorgini) “QUELLA DOLCE e sensata e lievemente riconoscente Vittorina”. (Alessandro Manzoni) LE PETIT Écureuil (Il piccolo scoiattolo). Profondi cambiamenti e dolorosi avvenimenti spensero in parte la grande vitalità della sua indole originaria, senza però intaccare la sua tenacia e la sua “disarmata franchezza”. (Stefano Stampa). VITTORIA MANZONI: donna autenticamente religiosa, madre e moglie attenta, pronta a mettersi da parte anche a prezzo di grandi sacrifici. Lei stessa nelle sue Memorie dice: “Queste Memorie io le scrivo per me, tanto per occupare qualcuna delle mie lunghe ore di solitudine, nelle quali il ricordo del passato mi si riaffaccia alla memoria così vivo e palpitante, che io sento quasi il bisogno di concretarlo in qualche modo”. NON BELLA, graziosamente vitale, un’esistenza segnata da frequenti momenti di solitudine e varie affezioni che minarono la sua salute fisica e psicologica, non si perse mai d’animo: “Dio ebbe pietà di me, ritrovai presto me stessa, e dalle brevi battaglie uscii più serena e più forte, perché più strettamente abbracciata alla croce”. VITTORIA come Lucia: donne in apparenza fragili e indifese, remissive verso le esigenze altrui, “ancorate” all’ambiente domestico, non a riparo dai mali della vita, in realtà sostenute da una profonda fede, due caratteri risoluti ed eroici. La totale devozione le aiuterà a combattere e trionfare sulle difficoltà. Due donne incontro al proprio destino “sole”, Vittoria con un marito lontano per lavoro, Lucia e Renzo lontani per il destino avverso, si ritroveranno sorrette dalla luce della fede (Lucia), che le vedrà alla fine come trionfatrici e padrone della propria vita (Vittoria). LUCIA, “Con quella modestia un po’ guerriera delle contadine (...) I neri e giovenili capelli” dà l’”Addio ai suoi Monti” con la ferma convinzione che Dio “non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”. FORSE Alessandro Manzoni, nello scrivere il suo romanzo, ha pensato proprio a sua figlia, il viso dolce e forte di Vittoria davanti ai suoi occhi lo ha ispirato per creare il personaggio di Lucia e, magari, i due volti si sono sovrapposti e confusi in un tutt’uno, come sempre accade tra vita e arte, tra arte e vita.

Classi 2B, 3B - Tutor: Elisa Rossi

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