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Spreco, nemico da battere

IL TERMINE spreco è definito come l’insieme di prodotti che hanno perso valore commerciale. Si definiscono prodotti utilizzabili ma non più vendibili, destinati all’eliminazione o allo smaltimento in assenza di un uso alternativo. Lo spreco alimentare è stato distinto tra perdite di beni agroalimentare ( Food Losses) come verdure, latte, latticini, frutta e prodotti da forno o perdite durante la vendita e consumo che prende il nome di Food Waste. I prodotti così classificati perdono le caratteristiche di merce ma non di alimento. Per arrivare sulle nostre tavole, gli alimenti hanno subito l’impiego di numerose risorse naturali. Lo spreco alimentare è un’enorme paradosso, perché vi è la necessità di aumentare la produzione per nutrire una popolazione sempre crescente. L’Italia è al nono posto in termini di cibo sprecato con 149 chili di spreco annuale a persona. Lo spreco alimentare è stato per troppo tempo sottostimato. La maggior parte del cibo dei cittadini italiani va ai bisognosi ed è un punto a favore per il nostro paese. Da migliorare invece è lo spreco domestico ossia quello del consumatore finale. Lo spreco alimentare è portato maggiormente dalla crisi economica globale che ha puntato la lente di ingrandimento sugli alimenti sprecati cercando di ottimizzare al meglio l’impiego di risorse per tutte le attività. In Italia il motivo per cui il cibo viene buttato è prevalentemente per la scadenza o perché viene considerato «non gradito». NEI PAESI del nord si produce troppo cibo che a sua volta viene gettato ancora prima che si deteriori. Mentre, nei paesi del sud, il cibo si spreca per la mancanza di infrastrutture adatte al mantenimento dei prodotti. In media una persona che vive in Europa o in nord america spreca intorno ai 95 chili all’anno mentre invece nell’Africa si sprecano intorno ai 6 chili di cibo. Gli alimenti che troviamo spesso tra i rifiuti sfamerebbero 200 milioni di persone. Produrre cibo che non sarà consumato porta allo spreco di tutto ciò che è stato necessario per la produzione del prodotto come ad esempio l’acqua, l’energia o la terra, ma non solo, perché legata alla produzione. Da considerare anche il consumo dei carburanti per il trasporto e di conseguenza l’aumento dell’inquinamento. Oltre che per le emissioni, lo spreco di cibo è responsabile della produzione di una deforestazione sempre maggiore. Nei paesi in via di sviluppo lo spreco alimentare domestico è quasi nullo, solo una parte del cibo viene sprecato durante le fasi intermedie di produzione. Un fenomeno che pone molte domande sulla disparità sociale tra chi spreca e chi non ha da mangiare.

Classe 2F - Tutor: Rita Grande

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