Campionato di Giornalismo la Nazione

Guerra all’ultimo piatto

IL FORMAT televisivo culinario è un insieme di cibo, spettatori, divertimento, eliminazioni e competizione. Ma cos’è un format? E’ un modello di intrattenimento basato su caratteristiche comuni come scenografia, titolo, protagonisti, modalità di svolgimento, regole del gioco e ovviamente il logo. SPOPOLANO ormai da qualche anno a livello mondiale, diventando una vera e propria moda “Cotto e mangiato”, “La prova del cuoco”, “Cucine da incubo”, “Hell’s Kitchen”, “Bakery boss”, “I 4 ristoranti” solo per fare qualche titolo, ma quello incoronato dai Guinnes World Records come competizione culinaria più conosciuta al mondo è il seguitissimo Masterchef, con uno share televisivo pari al 93% di spettatori mondiali. Originario dell’Inghilterra, creato dal regista Franc Roddam, trasmesso per la prima volta dalla BBC nel 1990, è stato poi acquistato e trasmesso da altri 52 paesi: dalla Cina, all’Australia, dal Perù al Bangladesh. Tutti, partecipanti e spettatori, condividono gli stessi meccanismi competitivi: quattro giudici chef valutano e selezionano aspiranti cuochi attraverso una serie di step. Mistery box, invention test, prova in esterna, pressure test ci incollano alla TV, appassionandoci al talento dei partecipanti, alle loro rivalità e alle storie personali, a tal punto da innescare meccanismi di identificazione. I talent show culinari enfatizzano il mestiere del cuoco e spingono molte persone a credere che per diventare chef basti partecipare ad un programma televisivo. Sicuramente i vincitori del noto talent, oltre a ricevere una cospicua somma di denaro, possono pubblicare un libro di ricette e soprattutto ottenere quella notorietà necessaria ad avviare un ristorante o a intraprendere la carriera da professionista. Ma è davvero poi così facile? Per cucinare ci vogliono tecnica, tempo, sacrifici, rinunce e passione……..per il cibo, l’altro indiscusso protagonista delle sfide. IL PIACERE, che si prova nel vedere piatti cucinati e ben serviti, induce a consumare per appagare il palato e a sperimentare per la curiosità di creare. Cucinare fa parte della cultura dell’uomo ed è legato alla necessità di soddisfare un bisogno primario, mentre sperimentare nuovi piatti e farne oggetto di sfida è la naturale conseguenza di una società del benessere e del consumismo. Ma bisogno e sperimentazione sono poi così inconciliabili? Nei talent e nella cucina di oggi c’è attenzione al mangiar bene e sano e ad evitare gli sprechi. Molti si chiedono, infatti, dove finiscano gli avanzi dei cibi preparati in trasmissione. La risposta è che non si buttano e non si sprecano perchè vengono consumati dalle troupe, dai concorrenti oppure, come nel caso di Masterchef, i prodotti integri vengono donati all’Opera Cardinal Ferraris di Milano, che li distribuisce ai poveri.

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