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La legalità slega i diritti

OGNI cosa ha la sua regola, sin dalla nascita dell’essere umano. Al contrario di come molti possano pensare, la legalità e la giustizia non sono sempre state garantite nella nostra società, specialmente nel passato, e ancora oggi non sempre sono tutelate. Il principio di legalità, cioè l’essere conforme alla legge, è diventato centrale a partire dalla fine del 1700 durante la Rivoluzione Francese, che ha portato alla stesura della «Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino». I suoi principi erano ispirati alla «Dichiarazione d’Indipendenza americana», redatta qualche anno prima da Thomas Jefferson e da altri intellettuali. Tali principi sono stati anche fonte di ispirazione per la «Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo», scritta all’indomani del secondo conflitto mondiale, per evitare altre catastrofi simili e per favorire la collaborazione tra i vari stati. Anche la Costituzione italiana, nell’ articolo 23, stabilisce che «nessuna prestazione personale può essere imposta se non in base a una legge». A volte questo principio non viene rispettato: sono le associazioni mafiose a non preoccuparsi di questa legge. La mafia è un’organizzazione nata agli inizi del 1800 nei latifondi intorno a Palermo, contemporaneamente alla camorra e alla ‘ndrangheta: queste associazioni offrivano ai proprietari dei negozi la protezione dai loro stessi attacchi, in cambio di somme di denaro molto elevate. Se ciò non fosse accaduto, i “picciotti”, uomini armati che rispondevano agli ordini dei loro padroni, avrebbero risposto al mancato pagamento con violenza e atti terroristici. Inoltre, in alcuni casi, la mafia è intrecciata con la vita di politici e di cittadini, che, per cercare di sfuggire a questo sistema, ricorrono all’omertà, ignorando la propria coscienza civica. Quest’ultima viene trasmessa nelle scuole tramite una materia chiamata «Cittadinanza e Costituzione»: il suo scopo è quello di far assimilare ai futuri cittadini i concetti di diritto e giustizia, ma anche i valori della Repubblica, per insegnare loro a vivere insieme senza pregiudizi o stereotipi. Questi importanti concetti sono il fulcro del film diretto da Pif «La mafia uccide solo d’estate», che vi consigliamo, perché fa capire come questa organizzazione criminale possa influire sulla vita quotidiana di tutti gli uomini. Concludiamo dicendo che la mafia è un mostro, un mostro che va ucciso immediatamente. Per non ritrovarci al punto di partenza, tutti noi dovremmo combatterla, anche per non dimenticare le numerose vite che sono state sacrificate nel corso di questi anni.

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