Campionato di Giornalismo la Nazione

Buddisti per un giorno

«LA MIA religione è la gentilezza »: questa è la frase che accoglie il visitatore che arriva al monastero Tzong Khapa di Pomaia, nei pressi di Santa Luce, in provincia di Pisa, il più grande centro occidentale dedicato alla conoscenza del Buddhismo tibetano, di tradizione mahayana. Un’esperienza unica, che gli alunni delle nostre classi terze hanno fatto mercoledì 14 febbraio, per un San Valentino di «meditazione ». APPENA arrivati abbiamo incontrato la guida di nome Federica, che ci ha spiegato le origini di questa struttura, fondata nel 1976, e le regole della tradizione buddhista, come quella di non far del male agli esseri viventi, di qualsiasi natura essi siano: infatti, nei pressi dell’ingresso, sono stati sistemati in terra dei piccoli sentieri fatti di sassi, per non calpestare le formiche. Poi ci ha condotto nel “giardino del the” dove si trovavano delle statue di Lama buddhisti passati dal monastero, dopodiché ci ha spiegato un po’ di storia del Tibet attraverso una mappa dell’Asia dipinta sopra uno dei muri esterni dell’edificio. DI FRONTE ad essa vi erano le Ruote della Preghiera: ruote di forma cilindrica contenenti dei «mantra » (preghiere, appunto) che andavano girate camminando in senso orario e che rappresentavano una sorta di purificazione. Successivamente siamo entrati in una specie di cimitero, però coloratissimo, dove si trovavano degli «Stupa», piccoli altari bianchi in cui riposano dei monaci, decorati con figure di animali, come il cavallo, il leone o l’elefante. Dopo aver visto l’esterno, ci siamo recati all’interno del monastero, in cui bisognava mantenere il silenzio perché si tratta di un luogo sacro ma anche di studio; salendo delle scale siamo arrivati nella stanza della meditazione, dove siamo entrati senza scarpe e ci siamo seduti per fare un esercizio con Federica, incentrato sulla conoscenza del “meteo” del nostro corpo. Il pranzo è stato un altro momento di conoscenza: riso, piselli, frittata, verdura, frutta. Federica si è raccomandata affinché prendessimo solo ciò che avevamo intenzione di mangiare, senza sprechi, e poi di sparecchiare da soli, stando attenti a differenziare bene i rifiuti. NEL POMERIGGIO abbiamo incontrato la monaca Lucia. Aveva i capelli rasati, come tutti gli altri monaci e ci ha parlato delle abitudini buddhiste e più in particolare delle cose in cui credono. Durante l’incontro ci ha letto il racconto di un pulcino cieco, che vedeva il mondo in modo diverso da tutti gli altri, ma non per questo in modo sbagliato. Dopo aver finito di leggere il racconto ha risposto alle nostre domande. Una di queste riguardava la possibilità dei monaci di avere figli. «No», ci ha risposto la monaca Lucia, «a meno che non li abbiano avuti prima di intraprendere questo cammino».

Classe 3C

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