Campionato di Giornalismo la Nazione

Rivogliamo il nostro mare

ANCHE QUEST’ANNO la scuola «Bugiani», dell’I.C. Leopoldo II di Lorena, ha accolto con entusiasmo il progetto del L.E.A. che promuove la pulizia delle arenili follonichesi per sensibilizzare alla riduzione dei rifiuti marini. Gli alunni della classe III D, armati solo di buste della spazzatura e guanti, e con il sostegno dell’educatore ambientale, il dottor Mario Matteucci, hanno ripulito 35 metri quadrati di spiaggia, solo una piccolissima parte rispetto ai 9 chilometri di coste follonichesi. Il progetto è stato svolto dai ragazzi con meticolosità, documentando, catalogando e elaborando i dati. Delimitando solo due piccole zone di spiaggia, a Est e a Ovest del ponte della Gora, in zona Senzuno, i ragazzi hanno trovato: 1 tavola di legno, 12 pezzi di carta, riviste, 12 mozziconi di sigarette, 86 palline di polistirolo, stracci, laccini, quantità ingente di plastica, detersivo solidificato, sacco di juta, lenza. Se in una piccola area sono stati repertati questi oggetti, in tutto il litorale follonichese, lungo 9 chilometri, ci saranno: 1536 pezzi di carta, 128 tavole di legno, 1536 mozziconi di sigarette e 11008 palline di polistirolo. Un macabro bottino di guerra sull’arenile della «Perla del Golfo », Follonica, che dal 2000 ha conquistato e mantenuto la Bandiera Blu d’Europa e dal 2004 le 4 Vele di Legambiente. Per mantenere tutto ciò, basterebbe un po’ di senso civico dei cittadini, perché è più facile non sporcare che pulire. L’indagine del 2017 di Goletta Verde conferma la gravità dei rifiuti galleggianti nei nostri mari, di cui quasi il 90% è formato da materie plastiche. Il titolo di mare più inquinato spetta all’Adriatico con 27 rifiuti galleggianti ogni chilometro quadrato: di questi, il 41% è costituito da buste di plastica. Il Mar Tirreno conta la maggiore percentuale di bottiglie (34% contro il 29% di buste), mentre lo Ionio 7 rifiuti per chilometro quadrato, con il 18% di buste. Tutta questa spazzatura galleggiante è costituita da polietilene e polipropilene, sostanze che non si biodegradano e che, a causa della fotodegradazione, danno nel tempo origine a rifiuti talmente piccoli da essere ingeriti dalla fauna marina e di conseguenza da noi consumatori. La concentrazione non è ancora ai livelli dell’isola di plastica (garbage patch), del Pacifico settentrionale (334.000 frammenti per chilometro quadrato), ma è comunque preoccupante per un mare chiuso come il Mediterraneo. La salute dei nostri mari è sempre più a rischio a causa della cattiva depurazione, dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani. Bisogna sbrigarsi e porre in essere contromisure rapide, stringenti ed efficaci.

Classe 3D

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