Campionato di Giornalismo la Nazione

“Mare e turismo, ecco la mia città”

STEFANO GAZZOLI, presidente del sindacato dei balneari Fiba Confesercenti Toscana Nord e noto imprenditore apuano, ospite del Laboratorio di Giornalismo del plesso Malaspina, ci ha spiegato la sua ricetta per la crescita della nostra città puntando sul settore turistico. Dal nostro sondaggio emerge che per far crescere l’occupazione nella nostra città bisognerebbe puntare sul turismo. Lei cosa ne pensa? «Penso che abbiamo un clima mite e bellezze naturali che difficilmente si possono trovare in altre terre. Possiamo passare dai mille metri della montagna fino al livello del mare in venti minuti di auto. Tutti i turisti decantano la nostra terra, ma noi siamo poco propensi ad ascoltare, a fare una scelta ben precisa per raggiungere l’obiettivo della crescita occupazionale. Secondo me, bisognerebbe puntare sul turismo favorendo la creazione di tante piccole realtà commerciali e turistiche (campeggi, bar, ristoranti e agenzie di viaggio) che restino radicate nel territorio e lo rendano sempre più appetibile per i turisti». Che ruolo ha e potrebbe avere il settore balneare per creare posti di lavoro? «Ha un ruolo fondamentale, perché la stragrande maggioranza dei turisti viene nel nostro territorio attirata dal mare e difficilmente si sposta dalla spiaggia perché non non ha alternative. Credo che bisognerebbe sviluppare il turismo della montagna e creare collegamenti tra mare e monti. Più progetti turistici vengono messi in cantiere, meglio è per tutti, perché così si gettano le basi per aumentare le presenze: bisogna creare sinergie per far crescere il territorio». Se fosse sindaco, cosa farebbe per migliorare la città? «Farei una scelta e opterei per una città turistica. Ma questo non può bastare, perché bisogna avere le idee chiare anche sul tipo di turismo da sviluppare. Quindi, in base al progetto così elaborato e tenendo conto delle peculiarità del territorio, non direi sì a qualsiasi scelta ed evento, ma procederei insieme alle categorie e ai miei collaboratori per sviluppare una proposta che rendesse la mia città la prima in base alla scelta fatta». Dalla nostra inchiesta viene fuori l’immagine di una città poco pulita. Cosa bisogna fare per un’inversione di rotta? «Quando mancano risorse economiche, un’amministrazione talvolta fa due volte alla settimana lavori che dovrebbero essere fatti due volte al giorno. E quindi bisogna che i cittadini non sporchino i luoghi che trovano puliti e soprattutto, in nome del senso civico, occorre ribaltare la logica dello “scemo” (chi interviene per pulire) e del “furbo” (chi aspetta che qualcuno pulisca per lui), in quella del “buono” da premiare perché mantiene la sua città pulita e del “cattivo” che approfitta della buona volontà degli altri».

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