Campionato di Giornalismo la Nazione

Mai e poi mai bullismo

SIAMO molto giovani, abbiamo solo undici anni, ma il bullismo ci preoccupa perchè ne sentiamo parlare sempre più spesso attraverso telegiornali e quotidiani. Spinti dalla curiosità di saperne di piu’ e guidati dai nostri docenti, abbiamo aderito al progetto “Bullo in rete” proposto dalle Chiavi della città e abbiamo capito e chiarito molti concetti. Pensiamo che questa forma di violenza psicologica o fisica subìta da chi non può difendersi esista da sempre, ma oggi può avere forme più pericolose e meno controllabili. Il cyberbullismo poi ha raggiunto dimensioni non immaginabili; si tratta di qualcosa di vile che consente all’aggressore di rimanere nascosto o comunque di non esporsi faccia a faccia; le distanze vengono annullate perché può essere colpito chiunque e in qualunque parte del mondo. La domanda che ci poniamo è perché un ragazzo diventi un bullo. Forse chi si comporta così ha bisogno di aiuto tanto quanto le sue vittime. Si dice che il bullismo derivi dall’ incapacità di affermare se stessi in modo sano e corretto. In pratica i bulli sarebbero quasi sempre ragazzi con disagi familiari o con problemi caratteriali o psicologici. Ma la sostanza non cambia, il fenomeno resta in aumento e ci spaventa sempre più. Da quindici anni a questa parte il 7 febbraio si celebra il “Safer Internet day” giornata che la Commissione Europea ha dedicato al cyberbullismo per sensibilizzare tutti sull’uso corretto e responsabile di internet e dei social network. In più nel 2017 è stata approvata una legge che stabilisce come intervenire e punire il cyberbullo coinvolgendo in alcuni casi anche la scuola. Per fermare questo fenomeno che purtroppo è in costante crescita ci sono fortunatamente organizzazioni come Onap, che si occupa di sensibilizzare nelle scuole i ragazzi di ogni età perché possano evitare di trasformarsi in bulli e fornisce utili consigli su come difendersi. Per prima cosa i ragazzi che visitano i social network o youtube dovranno sempre avvertire i propri familiari ed imparare a non dare dati personali o amicizia a persone sconosciute. NEL CASO in cui si resti vittima di bullismo occorre trovare il coraggio di parlarne con adulti come genitori e insegnanti che possano portare un aiuto prezioso. È proprio questo lo scoglio più difficile da superare perché le vittime spesso non parlano per vergogna, per timore o perché inspiegabilmente si sentono dalla parte del torto; quasi sempre si chiudono in se stesse, tagliano i contatti con chi potrebbe aiutarli e si rendono così ancora più vulnerabili e indifesi. Trovare il coraggio di parlarne e farsi aiutare significa salvare se stessi, ma in molti casi anche aiutare il bullo che, se fermato in tempo, non continuerà a provocare danni dalle conseguenze talvolta irreparabili.

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