Campionato di Giornalismo la Nazione

Cellulare, mano tecnologica

IMMAGINIAMO i nostri genitori quando avevano dodici anni. Come facevano a ricordare i compiti? Semplicemente li scrivevano sul diario. Come facevano a incontrarsi con gli amici? Si davano appuntamento a scuola. Cosa facevano quando si annoiavano? Andavano fuori a giocare a pallone. Oggi per fare tutte queste cose sembra indispensabile una sola cosa: il cellulare. Questo strumento non ha più la funzionalità per cui era nato negli anni ottanta, ovvero quello di comunicare principalmente con telefonate o messaggi, ma assume molteplici funzioni. QUESTO ha fatto sì che siamo arrivati a definirlo smart (intelligente). Ecco allora che uno smartphone è arrivato ad influenzare per molti aspetti le nostre vite e questo appare per lo più positivo. Negli ultimi anni la comunicazione è migliorata ed è possibile mantenere costanti rapporti a distanza tra le persone. Con internet è diventato possibile avere a disposizione un’enorme quantità di informazioni utili e a portata di mano per un’immediata formazione personale. Grazie alle varie applicazioni che sono scaricabili sul nostro smartphone si possono trovare nuove amicizie virtuali. E così ogni ragazzo che si rispetti deve possedere una di queste scatoline luccicanti della tecnologia. Ma attenzione. Non è tutto oro quello che luccica. Basti pensare all’allontanamento dalla realtà che provocano giochi virtuali e social network. L’altro grande rischio che vede in prima linea il rapporto tra adolescenti e smartphone è quello del cyberbullismo. In questi anni si sono verificati fenomeni come minacce ed offese online, esclusione da gruppi WhatsApp, foto pubblicate senza permesso - quindi fenomeni di violazione della privacy - e molto altro. Quando si verificano casi come questi, i ragazzi che ne sono vittime ne soffrono al punto da arrivare ad autolesionarsi o addirittura a suicidarsi. Per conoscere i rischi provocati da bulli nascosti dietro ad uno schermo, in occasione del safer internet day, il 6 febbraio, è stato organizzato un incontro con la Polizia Postale presso la scuola secondaria di I grado C. Massei. UN’ISPETTRICE ed un investigatore informatico hanno spiegato questo fenomeno e mostrato alcuni filmati che presentavano ragazzi presi di mira, offesi e umiliati via telefono. Il cyberbullismo è una forma di violenza e, se ne siamo vittime, dobbiamo comunicarlo immediatamente ad un adulto. È fondamentale essere prudenti sui social con le persone che non conosciamo, non condividere i dati personali, come indirizzo, password, numero di telefono e foto inappropriate.

Classi 2A, 2B

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