Campionato di Giornalismo la Nazione

Supermercati e robot: la sfida

I ROBOT saranno una minaccia o un’opportunità per il supermercato di domani? Il conto alla rovescia è iniziato. A chiunque sarà capitato di vedere una cassa automatica, in negozi e supermercati; forse qualcuno avrà anche sentito parlare dell’ultima novità a Seattle, dove con Amazon Go è possibile fare la spesa senza passare dalle casse: basta usare una App. Uno scenario nuovo, dove l’automazione sembra essere la migliore speranza e mai un nemico. Tutto entusiasmante, tutto veloce, efficiente, flessibile, affidabile. Tutto bello, non c’è che dire, ma c’è il sospetto che questo sistema sia pericoloso o, almeno, che nasconda insidie. NE ABBIAMO avuto conferma facendo un sondaggio nelle nostre zone: 50 persone, di cui 22 docenti e 28 tra passanti e clienti di un supermercato, hanno risposto a un questionario di 9 domande sulle loro abitudini nel fare la spesa, sui supermercati con casse automatiche e su quelli on line. Dall’indagine è emerso che solo tre degli intervistati fanno la spesa on line e questo ci fa capire che la gente è affezionata al supermercato come lo conosciamo oggi. QUANDO abbiamo chiesto se riescono a immaginare un supermercato fatto di robot e casse automatiche, 47 persone hanno risposto di no: tra le motivazioni c’erano il disagio e l’impaccio di fronte a sistemi così sofisticati, ma anche la mancata possibilità di conversare con le persone. In particolare ci ha colpiti la solidarietà verso i lavoratori: 30 persone su 50 pensano che non sia una buona idea dotare i supermercati di sole casse automatiche, anche se in apparenza sembrano più veloci, proprio perché questo porterebbe la perdita di molti posti di lavoro. Non deve sorprenderci che ai giganti interessi la quadratura dei conti, interessi ridurre i loro costi per offrire prodotti più commerciali, con più promozioni, finendo con il favorire gli acquisti on line, veloci e pratici solo se non si confrontano tutti i prodotti. NE consegue, però, la perdita del dialogo tra le persone, la perdita di condivisione, di occasioni di socializzazione, ma anche della voglia di uscire di casa; e il saluto di una commessa o un venditore, per quanto possa essere solo di cortesia, è pur sempre vero e pieno di anima. Sicuramente appoggiarsi ad un’intelligenza artificiale e a sensori di vario genere è ormai una necessità per tanti motivi e non più un’opzione: basti pensare all’innovazione del bancomat o del computer; però non bisogna permettere che l’uomo sia inghiottito dal sentiero digitale. Che sia risparmio di tempo o no poco conta; l’importante è che, se un cambiamento deve esserci, tenga conto anche di noi.

Classe 3A - Tutor: Valentina Fanelli

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