Campionato di Giornalismo la Nazione

Accogliere chi è in difficoltà

IL VOLONTARIATO rappresenta una delle tipologie più importanti fra le organizzazioni del non-profit, che reinveste gli utili per gli scopi organizzativi. Scegliere di fare volontariato significa prendere una responsabilità e spendere del tempo al servizio degli altri nella propria quotidianità. Tale scelta è libera, non prevede alcun tipo di retribuzione e comporta enormi benefici per chi riceve tale forma di attenzione. Tanti volontari di oggi si occupano dei rifugiati, ossia coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato in seguito all’accoglimento della domanda da loro presentata per richiedere asilo nel nostro Paese. La domanda può essere presentata dallo straniero perseguitato nel suo Paese d’origine per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica. Queste disposizioni sono contenute in una Legge italiana del 1954 che ha dato attuazione alla Convenzione di Ginevra del 1951 la quale ha stabilito le condizioni per essere considerato un rifugiato, le forme di protezione legale, altri tipi di assistenza, i diritti sociali che il rifugiato dovrebbe ricevere dagli Stati aderenti al documento e gli obblighi di quest’ultimo nei confronti dei governi ospitanti. La richiesta di protezione deve essere presentata all’Ufficio di polizia di frontiera al momento dell’ingresso in Italia oppure facendo domanda direttamente all’Ufficio immigrazione della Questura. L’ufficio di polizia di frontiera chiederà allo straniero di recarsi al più presto, e comunque non oltre otto giorni lavorativi, salvo giustificato motivo, presso l’ufficio della questura competente. La Questura, invece, invia la domanda alla Commissione Territoriale, che rappresenta l’unico organo competente a decidere in ordine al riconoscimento dello status, e rilascia allo straniero un permesso di soggiorno per richiesta asilo in attesa della definizione del procedimento. LA STORIA ci insegna che, nel corso degli anni, vi sono stati anche tanti intellettuali, musicisti e scienziati costretti ad abbandonare il proprio Paese a causa di guerre e persecuzione: si pensi a Sigmund Freud e Albert Einstein. Freud fu costretto a sopportare le leggi razziali e, quando i nazisti salirono al potere, le sue opere furono distrutte ed anche la casa editrice che pubblicava i suoi libri fu occupata dai nazisti. Dopo alterne vicende, ottenne un visto per l’Inghilterra. Einstein, invece, nel 1933 vide bruciare i suoi libri dal regime fascista. Si rifugiò prima in Belgio, poi in Inghilterra ed, alla fine, scappò negli Stati Uniti. La domanda è: quando finirà tutto ciò?

Classe 3A

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