Campionato di Giornalismo la Nazione

Un esempio prezioso

E’UNA mattinata speciale quella della visita dei ragazzi della2 F della scuola Media Montanelli-Petrarca alla Fondazione Montanelli- Bassi, sede della biblioteca e degli studi, milanese e romano,del più noto giornalista della storia del Novecento. E’infatti a Fucecchio, luogo natale di Indro Montanelli, che ha sede la ricchissima biblioteca donata donata in parte da lui stesso quando era in vita e in parte pervenuta a Fucecchio dopo la sua morte per volontà dell’erede. Documenti, libri, lettere, fotografie, arredi connotano la figura di un personaggio dalle molteplici qualità in primis quella di aver regalato con elegante scrittura e pura schiettezza la storia del Novecento agli italiani che hanno amato la sua penna e la sua ormai celebre e intramontabile macchina da scrivere. Una laurea in giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1930 e una in scienze politiche nel 1932, formalizzarono e abilitarono l’illustre giornalista a diventare un talento della storia del giornalismo. Una vita costruita all’insegna del coraggio e della voglia di raccontare i fatti veri; dall’Italia alla Francia fino allo United Press di New York per arrivare infine in Etiopia dove, pur di raccontare si arruolò volontario e partecipò alla guerra come sottotenente in un battaglione coloniale di Ascari, soldati eritrei riconosciuti come militari del corpo italiano. E’ qui la sua storia d’amore con la ragazza eritrea che fu sua moglie per gli anni africani. Rientrato in Italia, nel ’36 partì come corrispondente per il Messaggero, quotidiano romano, per la guerra civile spagnola. Le sue posizioni in merito crearono a Montanelli non pochi problemi tanto da revocargli la tessera del Partito Fascista (per non riprenderla mai più) ed essere cancellato dall’albo dei giornalisti. Nel 1938 entrò al Corriere della Sera e divenne inviato di guerra per tutta Europa; al suo rientro trovò la redazione cambiata nei modi: alterne vicende lo videro uscire da quella testata nel 1973. E’ così che nel 1974 uscì con Il Giornale attraverso il quale fu interlocutore esterno alla politica non schierato. L’ attentato da parte delle Brigate Rosse, le discordie con Berlusconi finite con una rottura definitiva, portarono Indro a fondare La Voce testata di breve durata. Il ritorno al “Corriere” e il rifiuto della carica di senatore a vita delinearono definitivamente il profilo di un uomo libero da schemi e da pressioni, titolare unico della sua voce e del suo giornalismo. Fucecchio ti ringrazia.

Classe 2F

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