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Tutti pazzi per Instagram

FACEBOOK? È roba da vecchi. Il social più amato dai ragazzi è Instagram che, tra un effetto e l’altro, un selfie e una storia, permette di ottenere seguaci (followers) e ‘like’ (gradimenti) non senza qualche controindicazione, però. Nato nel 2010, con Instragram si possono scattare e taggare immagini, mettere video fino a 60 secondi e boomerang, mandare messaggi, immagini e video in Direct, creare ‘Instagram storico’ e dirette. Il social è usato da 14 milioni di persone con un’età prevalente dai 19 ai 24 anni, a cui si aggiungono una marea di giovanissimi. SOLO nella nostra classe della scuola media Filippo Mazzei di Poggio a Caiano, ad esempio, lo hanno in ventidue studenti su ventisei. I quattro ‘mancanti’ non sono iscritti, ma spesso per ragioni indipendenti dalla propria volontà, come Zi Yang («Non ho più spazio sul cellulare»), Aurora («I miei genitori non vogliono in quanto, secondo loro, è un sito aperto in cui si possono trovare persone che si presentano come ragazzi giovani ma che, in realtà, possono fare del male ») e Matilde («I miei hanno detto no non soltanto perché non ho l’età per iscrivermi, ma anche per i diversi pericoli che si possono correre »). C’è poi Camilla, che non è proprio interessata: «Instagram non mi piace perché è insensato, secondo me, il fatto che si faccia a gara tra chi ha più followers o mi piace». Instagram, in effetti, è spesso anche una vera e propria corsa alla conquista di consensi virtuali. Facendo una ricerca in rete, ad esempio, si scopre l’esistenza di alcuni forum che consigliano come comprare followers. Una di queste è ‘Tips for get Instagram likes’, che funziona così: dopo aver effettuato il login, l’app chiederà di mettere ‘like’ ad alcuni contenuti proposti, così da ottenere monete virtuali spendibili in ‘seguaci’. Per acquisire popolarità senza acquisti, invece, è consigliabile pubblicare con regolarità post interessanti, trarre ispirazione dai contenuti popolari, indicizzare i contenuti utilizzando gli hashtag diretti, interagire con la community, fare qualche live. IL SOCIAL, infine, è pieno di trappole. Una di queste è ‘So chi sei’, nata in varie versioni sia a Prato che a Poggio a Caiano. Si tratta di un profilo che promette di rivelare tutto di te, sfidandoti a provare. Nei suoi post, infatti, compaiono immagini di chat false dove fanno capire quali informazioni si potrebbero ricevere. Per ‘partecipare’ devi seguire e taggare il profilo, ma anche mandargli un messaggio in direct. Purtroppo, una volta fatto, non solo non si riceverà risposta, ma si finirà per diventare follower di un profilo che presto cambierà nome per poi sfruttare il piccolo esercito di seguaci a fini commerciali.

Classe 2D

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