Campionato di Giornalismo la Nazione

Perso un figlio, acquisati cento!

JIM MORISSON dice «Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio»: noi ragazzi, ragionando su queste parole, abbiamo capito che non dobbiamo mai perdere le speranze e aiutare sempre il prossimo. Secondo noi, oggi, trovare qualcuno disposto ad aiutare il prossimo è sempre più difficile, ma necessario. Vediamo di continuo in televisione ragazzi senza famiglia, maltrattati, con disabilità o con problemi familiari, che cercano accoglienza e calore familiare. Molti bambini arrivano con i barconi da paesi poveri e in guerra, in condizioni estreme, spesso hanno perso i genitori, ed avere delle persone che li accolgono o trovare una famiglia che si prenda cura di loro è un vero dono, un dono talmente grande che poche persone riescono ad ottenere. Visitando il Centro Lorenzo Mori di Trequanda, ci è sembrato come un castello, un diamante situato sulle colline al confine tra Sinalunga e Trequanda, vicino alla nostra piccola Bettolle. Il Centro ci è apparso come un vero esempio di aiuto verso il prossimo, dove gli educatori non si fermano alle prime difficoltà e aiutano i ragazzi a costruire un futuro migliore. Le persone che abbiamo incontrato ci hanno raccontato che il Signor Fabrizio Mori, dopo aver perso il suo unico figlio Lorenzo all’età di 12 anni, durante un gioco al mare, nel 1977, in sua memoria, trasformò il podere Gugliano in un centro di accoglienza per ragazzi con problemi di varia natura. I minorenni che vengono accolti, riabilitati e integrati, hanno la possibilità di trovare un lavoro, frequentano scuole, piscine e vengono aiutati ad affrontare il mondo esterno dalle educatrici che vi operano. Il Centro non ci è sembrato una prigione, ma un luogo in cui i ragazzi possono vivere la loro vita tranquillamente, andando ai compleanni, giocando fuori e possiedono persino un telefono che possono utilizzare durante il giorno. Anche qui, come in tutte le case, ci sono delle regole, ed esse permettono la loro sicurezza. C’è una frase di Fabrizio Mori che ci ha fatto riflettere e che racchiude tutti i principi del Centro: «Vi sfido a prendere il figlio del peggior criminale ed inserirlo in un contesto confortevole e ricco di amore: lui diventerà senza ombra di dubbio un uomo con dei sani principi sotto tutti i punti di vista ». Inoltre il motto del signor Mori «ho perso un figlio, ne ho acquistati cento» ci ha fatto capire che anche davanti ad episodi tragici non ci dobbiamo arrendere.

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