Campionato di Giornalismo la Nazione

Non spengere il pensiero

«L’UNIONE FA LA FORZA»: è questo il nome del progetto che coinvolge le classi terze del nostro istituto; un percorso che ci ha permesso di riflettere sui nostri comportamenti e di comprendere e riconoscere alcune dinamiche sociali. E capire come annullarle. E se fossi tu? La domanda che ci siamo sentiti rivolgere più spesso nel corso degli incontri ci ha fatto immaginare le nostre possibili reazioni in situazioni problematiche. Come quella di Kitty Genovese, ragazza aggredita e uccisa una sera di marzo del 1964 nel quartiere di Queens, New York, sotto gli occhi di 38 vicini che non fecero molto per soccorrerla. UN EPISODIO di cronaca nera divenuto simbolo dell’indifferenza di una comunità intera di una grande città, che mette in luce comportamenti che gli psicologi riconducono alla cosiddetta “diffusione della responsabilità”: quando si è in molti e in condizione di anonimato, le possibilità che qualcuno prenda l’iniziativa e scelga di intervenire per bloccare comportamenti negativi, diminuiscono, perché si lascia ad altri tale responsabilità. È un meccanismo automatico e inconsapevole, così come il “conformismo alla maggioranza”, tipico di chi smette di pensare in modo autonomo, di esercitare liberamente la propria volontà.Riflettendo su queste tematiche ci siamo resi conto che tali atteggiamenti sono più ricorrenti di quanto pensiamo. Sono gli stessi che troviamo anche nel fenomeno del bullismo:il bullo agisce solitamente quando si sente appoggiato da un gruppo; e all’interno di esso tutti tendono a non agire più personalmente, ma a conformarsi alla mente del branco, che è una sola; e percepiscono, nel loro agire, una minore responsabilità individuale. Tanto più se gli atti di bullismo avvengono dietro lo schermo di un pc o di un cellulare, che nascondono l’identità e danno la sensazione di restare invisibili. Gettando uno sguardo alla storia, abbiamo visto come, in alcune circostanze, anche persone comuni possono finire per collaborare alle peggiori atrocità: il caso Eichmann, in particolare, ci ha portati a riflettere suquali conseguenze può provocare una cieca obbedienza all’autorità e il conformarsi a ruoli. E SIAMO arrivati alla conclusione che mettendo a tacere i propri valori personali e sospendendo la capacità di scegliere, si finisce per commettere cose impensabili. Certi meccanismisi attivano solo in determinate condizioni, ma fanno parte della personalità umana; ora sappiamo come difenderci e disinnescarli. Dobbiamo conoscerli, ricordarli, e non spegnere mai il pensiero, in modo da saper distinguere il bene dal male.

Classi 3A, 3B, 3C

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