Campionato di Giornalismo la Nazione

Esperienza indimenticabile

LO SCORSO dicembre, nell’ambito del progetto «Consiglio Comunale dei Ragazzi», noi alunni della 3B della scuola «Parini» di Massa abbiamo avuto la possibilità di visitare la Casa di Reclusione della nostra città, grazie soprattutto alla disponibilità della direttrice dottoressa Martone. La visita è stata la tappa finale di un percorso su legalità e diritti umani iniziato lo scorso anno con Marco Rivieri e Simona Leri, coordinatore ed educatrice del CCR. Anche se eravamo preparati, entrare in quei corridoi chiusi da pesanti sbarre ci ha molto colpiti e anche un po’ turbati. La direttrice ci ha accolti in una sala assieme alla comandante Luisa Manenti e ad una rappresentanza di quattro detenuti. Era la prima volta che una scolaresca varcava i cancelli del carcere e in un primo momento eravamo tutti un po’ tesi. Per rompere il ghiaccio abbiamo iniziato a fare delle domande, soprattutto ai detenuti, i quali ci hanno raccontato con semplicità ed emozione molte cose della loro vita lì. Ci hanno detto che la Casa di Reclusione di Massa permette loro di incontrare i familiari in spazi dedicati ai colloqui individuali in cui godere del diritto di privacy e che, cosa che ci ha colpito molto, all’esterno c’è una casetta di legno finanziata da Telefono Azzurro, dove i figli e i nipoti dei detenuti possono incontrarsi in un posto più accogliente. Piano piano ciascuno di loro si è aperto e per noi è stato un momento molto importante. Hanno raccontato che vivere senza la famiglia, senza la libertà, li fa riflettere ogni giorno sulle cose importanti della vita, che hanno capito di aver commesso degli errori e ci hanno detto di ascoltare i nostri genitori, i nostri insegnanti, e di pensare bene alle scelte che la vita ci mette davanti. Dopo ci hanno invitato a visitare le varie aree del carcere, così abbiamo capito che il loro percorso di riabilitazione è favorito dall’opportunità di lavorare all’interno della struttura, dove è attiva la produzione tessile di coperte e lenzuola, che vengono poi spediti anche ad altri Istituti. I detenuti seguono tutte le fasi di produzione, dalla tessitura, alla lavanderia e, oltre a queste attività, lavorano anche per il mantenimento dell’Istituto, svolgendo le attività di cuoco o addetto alla manutenzione ordinaria delle fabbriche. Dal 2016 per alcuni di loro è diventato possibile lavorare anche all’esterno della struttura. Quello del lavoro è un punto di forza del carcere di Massa: rende i detenuti responsabili, li fa sentire utili e aumenta la possibilità occupazionale una volta finita la pena, dando loro realmente una seconda possibilità, cosa che è proprio il fine fondamentale del percorso detentivo.

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