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Calcio, le due facce della medaglia

«TUTTE le mattine, in ogni angolo del mondo, dalle praterie dell’Islanda ai confini della terra del fuoco, dalla Siberia più orientale al Brasile, il calcio abbraccia i cuori di miliardi di persone che si svegliano» (René Frégni). Ovunque nel pianeta esistono tifosi di ogni genere: l’amore per il calcio unisce popoli e società, generando dei sentimenti comuni. Per esempio in Italia l’esclusione dai mondiali ha provocato una unanime delusione, un profondo senso di sconfitta in tutta la nazione. Il calcio è quindi da considerarsi un importante fenomeno sociale ed interculturale. SOLO nel nostro Paese, coinvolge più di un milione d’atleti professionisti e non, impiega circa mezzo milione di operatori tra dirigenti, tecnici e ufficiali di gara. Si può affermare che questo sport rappresenti in Italia uno dei settori economici più importanti, e uno studio di qualche anno fa misurava in più di 10 miliardi d’euro all’anno il fatturato del calcio europeo. Questo sport rischia di perdere le caratteristiche originali del gioco e del divertimento, diventando una gigantesca macchina da soldi, rischia di uscire dal «campo di calcio» per entrare nel campo dell’economia, basato su speculazioni e investimenti finanziari. I calciatori professionisti arrivano a guadagnare cifre eccessive che non corrispondono all’effettiva utilità sociale del loro servizio. D’altra parte il fatto che il nostro Paese sia una nazione che vive di calcio dodici mesi l’anno non è una novità, e proprio per questo non si può cancellare il trasporto genuino che anima gli appassionati. Il calcio è comunque sinonimo di socializzazione, aggregazione e competitività: la sua popolarità è garantita proprio dalla possibilità di poterlo anche osservare e tifare da spettatore. I tifosi non sono mai mancati, sono sempre stati un punto di riferimento per i giocatori stessi, stimolandoli a dare sempre il massimo e a non arrendersi mai. I TIFOSI di ogni età fanno in modo che lo stadio diventi una seconda casa per i giocatori, non smettono mai di portare in campo le loro emozioni, di fatto diventano parte della squadra. Ma dall’altra parte della medaglia possono aprire un mondo di negatività, con la loro dipendenza da scommesse, con una eccessiva aggressività che negli stadi sfocia spesso in gravi incidenti, con manifestazioni di razzismo con striscioni, insulti e cori razzisti, come attestato dai recenti fatti di cronaca. Dal momento che il calcio, pur con i suoi aspetti negativi, resterà sempre uno sport molto praticato e amato, destinato a crescere e a coinvolgere sempre più persone, ci auguriamo che tutti lo seguano rispettando non solo le regole del gioco, ma anche quelle della umana civiltà, con la testa sulle spalle e non sempre nel pallone!

Classe 3G

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