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“Mai smettere di sognare”

GIACOMO Galanda, campione di basket, in visita alla scuola primaria Salviati non si sottrae alle domande degli studenti entusiasti. Quando avevi la nostra età ha mai pensato di diventare un atleta famoso? «Quando si è piccoli, si sogna spesso ed io non ho mai smesso di sognare. Nella vita bisogna sempre credere nelle cose che si fanno». Quando hai iniziato a giocare e chi era il tuo atleta preferito? «Anche se giocavo con il mio pallone da basket sin da quando gattonavo, ho iniziato un po’ tardi avevo 11 anni. Dopo aver praticato molti sport ho continuato solo con il basket nella Legno Nord, in seguito ho iniziato la mia carriera da professionista nel Verona. Il mio giocatore preferito era Larry Bird del Boston Celtics, soprannominato la leggenda vivente ». Quando andavi a scuola quale materia preferivi e come riuscivi a conciliare basket con lo studio? «Le mie materie preferite erano quelle scientifiche. Ho avuto la fortuna di studiare negli Stati Uniti dove conciliare le due cose è più semplice. Dopo, sono tornato in Italia per entrare nel settore giovanile». Perché consiglieresti il basket ai bambini? «Prima di tutto bisogna giocare a basket per capire cosa si prova. Lo sport offre molti vantaggi soprattutto se si tratta di un gioco di squadra. Si impara a essere collaborativi non solo con i compagni, ma anche con gli avversari. Uno dei valori più importanti è l’altruismo, come diceva Jordan: da solo posso vincere qualche partita, ma non il campionato». In che ruolo giocavi e quanto è importante l’altezza nel basket? «Giocavo come ala forte e preferivo i tiri da tre punti infatti, ho vinto due gare sui tiri a tre punti. Non mi piaceva sentire il rumore della palla che toccava il ferro del canestro, ma solo quello della retina. L’altezza è molto importante, ma non essenziale. Nel basket moderno contano l’intelligenza nel gioco e l’essere agili». Quali emozioni provavi quando giocavi a basket? «E’ difficile descrivere le emozioni che si provano quando si è in campo. Mi divertivo molto a toccare la palla e provavo una grande gioia». Quale è stata la tua partita preferita e quale medaglia è più significativa per te? «Le mie partite preferite sono state contro la Lituania alle Olimpiadi di Atene nel 2004 e contro gli Stati Uniti sempre nel 2004 in un’amichevole in Germania. La medaglia più significativa è stata l’argento alle Olimpiadi di Atene ».

Classe 5A

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