Campionato di Giornalismo la Nazione

Le arti fanno scuola

FINALMENTE la scuola non è più soltanto studio, interrogazioni, verifiche, voti e... fatica, fatica, fatica!! Grazie al progetto «Nessun parli... musica ed arte oltre la parola», voluto dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ci siamo accorti che la scuola può anche essere gioiosa, divertente, stimolante ed allo stesso tempo educativa. E proprio questo era lo scopo del progetto: far capire che la musica e le arti devono essere elementi centrali nella pratica educativa della scuola. Tutto si è svolto il 21 novembre 2017, nel nostro Istituto Comprensivo Grosseto 4: in questa giornata noi ragazzi abbiamo avuto modo di approcciarci ai vari linguaggi non verbali: canto, musica, danza, disegno, con la partecipazione anche di esperti in queste discipline. Sono stati attivati vari laboratori: il disegno ispirato dalla musica, l’orchestra con strumenti di uso quotidiano, la breakdance, un laboratorio strumentale di ukulele e per finire, un vero proprio Talent Show, in cui tantissimi ragazzi si sono esibiti in performance di vario genere. Eventi simili non si vedono spesso nelle scuole, sono, invece, momenti di grande valenza educativa, costruttivi e formativi per tutti, alunni ed insegnanti. «ENTUSIASMANTE, coinvolgente e straordinariamente educativo », queste sono state le espressioni di commento più frequenti tra i compagni che hanno vissuto l’esperienza e non soltanto perché «si sono saltate le lezioni». Alcuni ragazzi hanno detto: «Siamo stati bene, ci siamo divertiti, abbiamo sperimentato attività che non svolgiamo di solito in classe». Altri hanno aggiunto: «È stato un modo originale di fare lezione, muovendoci da un locale all’altro, all’interno della scuola, per partecipare ai vari laboratori e abbiamo anche potuto mettere in evidenza le nostre capacità e i nostri talenti». TUTTI NOI ci siamo divertiti, abbiamo socializzato, ci siamo messi in gioco: è stata sicuramente un’esperienza positiva che ci ha fatto sentire liberi di esprimerci. Ci auguriamo che questa prima esperienza si possa ripetere anche nei prossimi anni scolastici, anche più di una volta all’anno, magari che possa diventare una prassi consolidata e che venga organizzata in modo sempre più simpatico e coinvolgente. Attività di questo tipo aiutano tutti i ragazzi e, particolarmente quelli dal carattere timido, ad esprimersi e a «farsi scoprire», promuovono l’inclusione in tutte le sue forme, sono occasioni di scambio ed arricchimento reciproco, valorizzano gli aspetti peculiari di ognuno e permettono di sperimentare la diversità, che deve essere vissuta come risorsa e non limite.

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