Campionato di Giornalismo la Nazione

Il nostro futuro con i robot

LA ROBOTICA è una scienza interdisciplinare che si occupa della progettazione e dello sviluppo di robot. Ma cos’è precisamente un robot? Il robot è un manipolatore polifunzionale, in grado di eseguire diversi compiti attraverso una serie di movimenti programmati. Il termine deriva dal ceco robota ‘lavoro forzato’ e risale al 1920, quando lo scrittore Karel Capek lo utilizza per primo col significato di‘lavoratore’; mentre a parlare di robotica è Asimov, in un racconto di fantascienza del 1942. La storia della robotica ha inizio però negli anni Sessanta, quando nelle fabbriche automobilistiche del New Jersey viene introdotto il primo robot industriale: si tratta di un semplice braccio meccanico (progettato a metà degli anni ‘50) che, sostituendosi all’operaio, lo dispensa da attività faticose oltre che ripetitive. Quel braccio tuttavia produrrà una vera rivoluzione nel mondo delle fabbriche, dove molti operai si troveranno a collaborare con colleghi-robot. Da allora è stata una corsa alla robotizzazione un po’ in tutti i Paesi, tra quelli più economicamente avanzati, con enormi benefici in molti campi, basti pensare a quello della medicina. Oggi infatti esistono robot in grado, con i loro sottili bracci, di operare un paziente o anche semplicemente di visitarlo, azionati dal chirurgo a distanza; si tratta naturalmente di traguardi straordinari, impensabili fino a pochi decenni fa. Nel 1970 negli Stati Uniti nasce il primo drone militare capace di decollare da solo, mentre in Giappone debutta la robotica umanoide. Quest’ultima riguarda la realizzazione di robot dalle sembianze umane, dotati di intelligenza artificiale e in grado di agire automaticamente. Si potrebbe asserire che grazie al robot l’uomo abbia realizzato uno dei suoi sogni più antichi, ovvero quello di vivere senza faticare! Ma allora qual è il ruolo del robot nella società contemporanea? E’ l’amico che ci facilita la vita o il nemico che ci sostituisce? Forse è più fondata la prima ipotesi, fermo restando il fatto che un robot non potrà mai avere i sentimenti o il modo di pensare che rendono uniche le personalità degli esseri umani, anche se gli ultimi robot autisti, collaboratori domestici e perfino baby- sitter ci si avvicinano molto. Certo l’evoluzione, ricorda Piero Angela, è inarrestabile e caratterizza la crescita di tutta l’umanità: da sempre l’uomo ha costruito strumenti per accrescere la propria potenza e diminuire la fatica; nel XXI secolo l’uomo si troverà a gestire la prima intelligenza aliena della propria storia: i robot. Con tutti i problemi etici e sociali che ne conseguiranno. Ma ogni epoca produce trasformazioni, buone o cattive che siano, perciò noi dobbiamo avvicinarci ad esse e conoscerle, per non farci cogliere impreparati nel gestirle. Oggi ci viene spontaneo pensare che nessun robot potrà mai sostituire del tutto l’uomo: in Giappone è stato appena licenziato il primo robot commesso, perché privo di empatia. Non ci resta dunque che attendere fiduciosi ma anche preparati una società più emancipata ed equa, certamente robotizzata.

Classe 3F - tutor: Roberta Costagli

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