Campionato di Giornalismo la Nazione

Fatti mandare dalla mamma…

FACCIAMO un salto nel passato, più o meno nel 1938, quando non esistevano ancora i supermercati. Siamo in Via della Repubblica, detta Via Maestra, a Poggibonsi. Qui, nel centro storico, sono concentrate le botteghe: i fruttivendoli, le macellerie, le drogherie e i negozi di generi alimentari e alcune osterie. Per strada incontro alcune donne che vanno a fare la spesa. Le più povere portano in mano una borsa di paglia, le signore benestanti hanno invece una borsa per la spesa fatta di pezzetti di cuoio di vari colori. Sono borse riutilizzabili e non molto grandi, perché evidentemente le massaie comprano poche cose e vanno a fare la spesa tutti i giorni. Infatti in questo periodo non esiste il frigorifero, perciò è più conveniente rifornirsi del cibo necessario da mangiare il giorno stesso. Adesso entriamo in un negozio di generi alimentari, aprendo le tendine composte da fili di legno verticali per allontanare le mosche. Gli odori dei prosciutti e dei salami appesi a grandi ganci, si mescolano a quelli pungenti del baccalà e delle acciughe. In un angolo della bottega le marmellate di ciliegie e di pesche, rossa rubino e gialla topazio, scintillano nei mastelli. Sotto il ripiano in marmo del banco, in una vetrina, il vassoio dello stracchino e i formaggi si alternano ai panetti di burro e alla stagna della conserva di pomodoro. Il bottegaio a sera riporrà tutti gli alimenti nella ghiacciaia. Non vedo il latte, infatti l’ha portato stamattina direttamente nelle case il lattaio, giungendo con stagne e misurini. Il bottegaio sta servendo a una cliente un po’ di pasta sfusa prendendola con una paletta a forma di scarpa da uno dei cassetti che si aprono nel bancone, dove posso vedere anche ceci , fagioli, farina e zucchero. Il negoziante rinvolge la pasta in un foglio di carta gialla che la donna potrà riutilizzare in cucina per scolare la frittura. Un’altra signora sta scegliendo delle uova da un cestello metallico, avendo cura di selezionare le più grandi; ai ritardatari toccheranno le più piccole. Intanto il bottegaio pesa sulla bilancia una cucchiaiata di marmellata e l’avvolge nella carta oleata che è servita anche per l’affettato. La luce del negozio è soffusa, infatti una donna fatica a controllare la lista della spesa e i costi dei prodotti acquistati nella sua agenda di casa . Ora tutte le donne escono, chiacchierando fra loro. Le seguo ed osservo nelle vicinanze il fruttivendolo che pesa sulla stadera la frutta di stagione. Andando verso piazza del Teatro improvvisamente mi ritrovo ai giorni nostri e vedo al posto delle vecchie botteghe un modernissimo supermercato.

Classi 2C, 2D

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