Campionato di Giornalismo la Nazione

Conosci il Sitting Volley?

LA NOSTRA scuola continua a fare cose grandiose e ora ci ha stupito con un progetto sportivo. Già, perch chi non lo sapesse ha attivato per i suoi alunni corsi di sitting volley. E’ stata una novità per tutti, studenti e professori, perché nessuno sapeva bene cosa fosse, ma è stata proprio questa la molla che ha attivato la nostra curiosità e il nostro desiderio di pubblicizzare questo sport poco popolare. IL SITTING VOLLEY nasce a Londra durante la Seconda Guerra mondiale come «sport terapia», per opera del dottor Ludwing Guttman che lo ideò per la riabilitazione dei giovani soldati amputati. Sul solco tracciato dal dottor Guttman, il sitting volley diventa, intorno agli anni Cinquanta, in Olanda, un nuovo sport, con caratteristiche simili alla pallavolo tradizionale. Esso consiste, infatti, in una pallavolo giocata stando seduti sul pavimento, con il campo più piccolo e la rete più bassa. La sua ricchezza è che può essere praticato insieme da persone diversamente abili e non, diventando così uno sport inclusivo e un momento di aggregazione sociale. QUANDO SI GUARDA una partita di questo sport paraolimpico, non si percepiscono persone con amputazioni di arti o costrette a muoversi con l’ausilio di una carrozzina, ma atleti veri, grintosi, competitivi, che con tecnica, fatica, intelligenza mandano il pallone oltre la rete, nel campo avversario. Noi vogliamo che il sitting volley entri nelle nostre classi con coraggio, forza, volontà e determinazione, perchè lo sport favorisce il rispetto di se stessi e degli altri e aiuta a superare le diversità, accettando i propri limiti e riconoscendo le proprie potenzialità. IN TAL SENSO il sitting volley diventa un momento di incontro e di socializzazione perché coinvolge alunni con difficoltà motorie e sociali nella pratica di un’ attività sportiva che riesce a dare le stesse opportunità nel gioco. I SOGGETTI DISABILI sono innanzitutto persone da non compatire, ma da stimolare in modo appropriato per farli diventare giocatoriatleti, sostenendo i loro limiti e i loro momenti difficili, ed esaltando il loro immancabile entusiasmo, frutto della scoperta di un nuovo sé, spesso mediato dalla voglia di ben figurare e di sentirsi efficienti ed autonomi. Oggi il sitting volley è conosciuto in tutto il mondo e giocato, oltre che in Europa, anche nelle due Americhe, in Africa, in Asia e Oceania. Insomma, all’appello mancavi solo tu… ma ora, garzie alla nostra inchiesta, hai finalmente conosciuto questo sport davvero senza frontiere e barriere.

Classe 2B

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