Campionato di Giornalismo la Nazione

A passo di Dada verso il futuro

QUESTA E’ LA FRASE con cui alcuni ragazzi dell’Istituto Giovanni XXIII di Terranuova Bracciolini descrivo l’esperienza del Dada, acronimo di Didattiche per Ambienti di Apprendimento. Il Dada - metodo scandinavo di organizzazione degli spazi, che sta portando anche in Italia una visione di scuola alternativa – si pone, utilizzando le parole del professor Brian Alexander - l’obiettivo di «riuscire a passare dallo studente “sedentario”, immobile in un banco in atteggiamento di passiva recezione di informazioni e conoscenze allo studente “nomade”, in movimento nella loro ricerca». Con il Dada gli studenti non hanno più una sola aula di riferimento, ma si spostano fra le classi in base all’orario delle lezioni e raggiungono i docenti nelle aule della materia, allestite secondo il gusto dei professori e trasformate in attivi laboratori: un movimento sia fisico che culturale, dove i ragazzi si sentono responsabilizzati e maggiormente autonomi. Il progetto, attuato in alcune scuole italiane, nasce dall’idea di valorizzare il buono del nostro sistema educativo, fondendolo con i modelli di stampo nordico, per migliorare ed incrementare il successo scolastico di ogni studente. IL DETTO Montessoriano «Aiutami a fare da solo» incontra gli scenari delle scuole americane e si apre all’uso delle nuove tecnologie: gli alunni si responsabilizzano e le aule diventano ambienti stimolanti. Scuole digitali e nuova didattica vogliono rendere più interessante lo studio, contrastando la dispersione scolastica che in Italia, benché in calo (14%), resta comunque preoccupante: siamo quintultimi in Europa. ATTUALMENTE il metodo Dada è seguito da oltre 50 scuole in tutta Italia e se il modello di riferimento è di chiara matrice anglosassone è a Roma che si stanno facendo passi in avanti verso il «Dadaumpa », il ballo che ogni scuola deve imparare e dove ognuno ha un suo ruolo: dagli studenti ai genitori, dal dirigente ai docenti, al personale Ata. Le classi divengono vere e proprie didattiche per ambienti di apprendimento in cui ci sono tablet, cartelloni colorati, lim (lavagne interattive multimediali) per costruire mappe, visitare siti internet e vedere video per lezioni che coinvolgano sempre di più i ragazzi. Noi abbiamo iniziato a ballare il nostro «Dadaumpa» e nella scuola del futuro, non poi così lontano, ci immaginiamo una specifica aula per ogni attività: un’aula per i lavori di gruppo e una per lo studio individuale; un’altra per le discussioni e una per gli esperimenti di scienze: tutto questo per favorire il benessere degli studenti.

Classe 1C - tutor: Irene Buricchi

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