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Tesori d’Arezzo

IL PATRIMONIO pittorico aretino rappresenta uno dei più alti esempi di arte rinascimentale e non solo. Chiese e musei custodiscono gioielli di inestimabile valore che continuano incessantemente ad attirare frotte di viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo e che sono stati fonte di ispirazione per poeti, registi, giornalisti, scrittori. Così d’Annunzio affascinato dalla divinità classica della Maddalena, l’immagine raffigurata da Piero della Francesca all’interno del Duomo, ne canta la bellezza nella poesia dedicata ad Arezzo. Ma altri luoghi di quella che il poeta chiamava La città del silenzio contengono preziosi tesori: il Palazzo dei Priori, oggi sede del Municipio, conserva, esposti nella Sala della Giunta comunale, due ritratti dei cardinali Benedetto e Pietro Accolti eseguiti dalla mano di Giorgio Vasari; mentre nella Sala del Consiglio comunale, oltre alla Crocifissione dipinta da Parri di Spinello, è presente l’importante ritratto di Pietro Aretino attribuito a Sebastiano del Piombo. Meta di instancabili turisti è certamente la Basilica di S. Francesco le cui cappelle interne recano numerose opere pittoriche di vari artisti eccellenti, tra i quali Spinello Aretino e Antonio Lappoli, il quale dipinse la Vergine in gloria e S. Francesco su disegno di Rosso Fiorentino, mentre la parte Absidale si fregia dell’Annunciazione di Luca Signorelli e della Crocifissione di Spinello Aretino. L’artista Bicci Lorenzo riuscì a decorarne la parte superiore dell’arco trionfale con il suo Giudizio Universale, ma non la cappella maggiore. MORENDO, INFATTI, lasciò l’incarico a Piero della Francesca che ci ha donato il capolavoro delle Storie della vera Croce, Il ciclo pittorico che riprende il tema caro alla mistica francescana, restaurato nel 1992 in occasione del Cinquecentenario della morte del pittore. All’interno della Badia si possono ammirare i dipinti dell’altare, opera del Vasari e del suo collaboratore Giovanni Stradano, e la falsa cupola, realizzata dal gesuita Andrea del Pozzo. Non si può trascurare la tenera immagine dell’Annunciazione raffigurata da Spinello Aretino in un’edicola posta sulla porta dell’antico oratorio edificato dalla Compagnia delle SS. Annunziata, nei pressi del monastero di Sant’Orsina. Nella Chiesa della SS. Annunziata si può ammirare la Deposizione del Vasari con le sue suggestive atmosfere notturne. Risalenti al XIV e XV secolo sono le numerose pitture presenti all’interno della Basilica di S. Domenico; sopra l’altare maggiore splende invece lo stupendo Crocefisso dipinto dal Cimabue tra il 1260 e il 1270.

Classe 1C

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