Campionato di Giornalismo la Nazione

Superare le barriere

È DOMENICA mattina. Ci alziamo, usciamo di casa, saliamo sul bus e andiamo a fare una passeggiata nel centro città. Il bus ci ferma in piazza San Domenico, risaliamo a piedi via Battisti fino a piazza del Comune e proseguiamo nel Corso Mazzoni fino a piazza del Duomo. Entriamo nei negozi e prendiamo un caffè al bar; continuiamo il nostro percorso e andiamo, attraversando porta Santa Trinita, ai giardini dell’Ippodromo. Una bella giornata, peccato che non tutti i nostri amici possano fare altrettanto in autonomia, visto che la viabilità sembra rispettare solo in parte la normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche. NEGLI ultimi decenni la sensibilità per questo problema è aumentata e i comuni delle varie città hanno investito in grandi lavori di adattamento delle strutture urbane e di abbattimento di tali barriere. Se questo ci fa ben sperare per il futuro, è altrettanto vero che l’adeguamento è lento e non rappresenta spesso la priorità delle giunte cittadine. L’itinerario che abbiamo scelto di percorrere all’inizio dell’articolo non è casuale, ma rispetta la nostra volontà di mettere in evidenza dei disagi nella nostra Prato. Quando una persona disabile scende dal bus alla pensilina di piazza San Domenico, questa avrà problemi nel circolare per le strade perché i marciapiedi risultano essere troppo stretti e spesso, con un banale impedimento lasciato dall’incuria e dall’inciviltà di qualcuno, l’utente risulta essere bloccato senza la possibilità di tornare indietro né di oltrepassare l’ostacolo. Ammesso che arrivi alla fine del marciapiede, avrà a che fare con i lastroni che pavimentano piazza del Comune e che creano, in certi punti, il dislivello rischiando di far incastrare una carrozzina. Medesima sorte se proseguirà in via Cairoli e volesse accedere al palazzo della Provincia (che non ha la rampa!). Siamo andati ad intervistare dei cittadini anziani con stampelle e deambulatori che passeggiavano per il centro. All’unanimità si sono lamentati dei marciapiedi troppo stretti o dell’entrata difficoltosa nei negozi. UN SIGNORE in carrozzina, ad esempio, ha espresso insoddisfazione per il difficile ingresso alla libreria Feltrinelli e un altro, ipovedente, ci ha detto che avrebbe voluto l’avvisatore acustico anche al semaforo che collega porta Santa Trinita a via Roma, perché quello è un suo itinerario abituale. Certo è che il Comune ha già fatto tanto in questi anni, accelerando i lavori di adeguamento, ma molto rimane ancora da fare e il primo elemento a cui ci si appella, prima ancora che alle Istituzioni, è il senso civico delle persone.

Classe 2A

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