Campionato di Giornalismo la Nazione

Maleducazione e solitudine

I RECENTI fatti di cronaca ci portano a riflettere sulla scuola, la sua funzione educativa e come i ragazzi e le famiglie di oggi vivono il rapporto con essa. L’ultimo fatto ad Avola nel Ragusano dove un ragazzo rimproverato dal suo insegnante, riferisce tutto ai genitori che pensano bene di recarsi a scuola per picchiare il docente, colpevole di aver lanciato o sbattuto un libro sul banco dello studente. E come non ricordare il fatto accaduto qualche mese fa alla scuola di Mirandola dove un ragazzo ha lanciato un cestino alla sua insegnante seduta alla cattedra. LA CRONACA riferisce spesso di queste «imprese» che danno il segno e la marcatura di una scuola in difficoltà, che sembra aver perso il suo ruolo quale punto di riferimento educativo importante. Genitori e scuola condividono lo stesso obiettivo: educare i ragazzi e aiutarli a crescere, ma è dalla famiglia che i bambini apprendono modalità di comportamento che li aiutano a stare in futuro, con gli altri in società, a «socializzare». E’ compito anzitutto della famiglia trasmettere codici di condotta e valori morali che, anche se sulla base di modelli culturali propri, siano comunque validi e auspicabili per la crescita e l’autonomia dei figli e la loro integrazione in una società sempre più complessa quale la nostra. ED È PROPRIO dinanzi a questa società sempre più multiforme e in continuo cambiamento che scuola e famiglia sembrano segnare il passo, essere entrate in crisi e non sapersi più riconoscere e riconoscersi nei loro ruoli di educatori. Ed è in questa lontananza che cresce la difficoltà di comunicare valori comuni da trasmettere ai ragazzi, che appaiono di contro sempre più disorientati e perfettamente organizzati nelle loro solitudini fatte di social e chat. Forse è proprio in questa ipertecnologia, in questa eccessiva importanza data ai cellulari e ai nuovi media che possiamo trovare la risposta al crescente disagio che si manifesta talvolta anche in modi estremi come la violenza che diventa cronaca. Restiamo allora stupiti ma se riflettessimo attentamente scopriremmo che oggi più che la preoccupazione di educare i ragazzi e di farli crescere, vi è da parte soprattutto dei genitori, la preoccupazione di renderli ultra tecnologici, con l’ultimo modello di telefonino in tasca. ECCO che il compito educativo passa quasi in secondo piano come se fosse, al confronto con la tecnologia, meno importante. Questa è maleducazione, la stessa che porta alla violenza, al non rispetto degli altri, a non stare bene insieme, anche se chattiamo molto alla fine ci sentiamo sempre incompresi e soprattutto soli.

Classe 2A

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