Campionato di Giornalismo la Nazione

L’Italia scala la sua montagna

IN ITALIA circa due milioni di giovani vivono in situazioni di forte disagio economico e sociale, ciò è dovuto a diversi fattori: la disoccupazione giovanile e la conseguente difficoltà di costruirsi una vita propria (acquisto di una casa e mantenimento di figli), la povertà culturale, la mancanza di competenze dovute alla dispersione scolastica per la poca fiducia che i ragazzi hanno verso l’istruzione. SECONDO l’Istat nel nostro Paese la povertà risulta inversamente proporzionale all’età cioè più una persona è grande e maggiori sono le possibilità che non sia povera. Negli ultimi anni è aumentato il numero di persone bisognose tra i 18 e i 34 anni, mentre è diminuito per le persone sopra i 65 anni. Allarmante è la situazione di circa un milione di minori che vive in una situazione di povertà assoluta cioè che non possono soddisfare le esigenze primarie come vivere in un’abitazione confortevole, avere un’alimentazione adeguata, comprare libri scolastici, avere accesso ad attività sportive o culturali. Questo fenomeno è profondamente ingiusto perché va a colpire i più piccoli e produrrà ripercussioni per le loro vite. UN’ALTRA categoria molto colpita dalla povertà è quella delle persone straniere: se tra i nuclei familiari italiani la povertà si attesta introno al 4,4 %, nelle famiglie di soli stranieri si aggira intorno al 25,7 %. PER RISOLVERE questa drammatica situazione l’Italia ha aderito nel 2010 alla “Strategia Europa 2020” che ha come fine la diffusione di un’economia consapevole ed efficace, fino al 2016 non vi sono stati sviluppi significativi come invece è avvenuto in altri Paesi europei, dove la situazione economica è progredita perché vi è stato un ottimo utilizzo delle risorse e dei fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Nel corso del 2017 la situazione economica è migliorata, l’Italia è risultata essere al settimo posto mondiale come produttore di manufatti e seconda potenza industriale europea, nonostante questi segnali di ripresa molte persone non hanno ancora sviluppato la fiducia di poter migliorare concretamente le proprie condizioni di vita e si adagiano al concetto “tanto c’è la crisi… io non posso fare niente”. QUESTO atteggiamento ha fatto sì che molti adulti hanno smesso di cercare un’occupazione e molti ragazzi una volta assolto l’obbligo scolastico con il compimento del sedicesimo anno di età hanno deciso di abbandonare sia le istituzioni scolastiche sia qualsiasi tipo di percorso formativo. Sarebbe necessario che queste persone capissero che ottimizzare l’economia dello Stato significa migliorare la propria qualità di vita.

Classe 1E

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI