Campionato di Giornalismo la Nazione

Le leggi razziali del 1938

A SCUOLA abbiamo parlato delle “leggi razziali” del 1938 in Italia, considerando che nel 2018 ricorre l’ottantesimo anno dalla loro introduzione. Le “leggi razziali” prevedevano la discriminazione dei cittadini italiani di religione ebraica, impedendo loro, tra l’altro, di frequentare la scuola pubblica, di insegnare nelle università, di arruolarsi nell’esercito, di svolgere determinati lavori, di possedere beni e proprietà con certe caratteristiche e di sposarsi con non Ebrei. Queste leggi sono state abrogate, cioè annullate, quasi tutte nel 1947, ma alcune loro implicazioni sono state tolte solo nel 1987. Nessuno di noi in classe ne ha mai sentito parlare prima d’ora. Il 1938, poi, è una data talmente antica che non riusciamo proprio ad immaginarci cosa potrebbe essere successo: non eravamo nati e neanche i nostri genitori. Con la nostra insegnante di Storia faremo una full immersion in un periodo storico che studieremo a breve e cioè quello dominato dal fascismo e dal nazismo. In realtà, qualcosa su queste due ultime parole la sappiamo e siamo anche piuttosto curiosi, quindi iniziamo il lavoro! VISIONIAMO filmati e testi che ci danno molte informazioni sulla persecuzione contro gli Ebrei in Germania ed in Italia, sui rastrellamenti durante la Seconda Guerra Mondiale e sui campi di concentramento. Alcune immagini ci fanno davvero impressione. Non capiamo bene perché a qualcuno debbano dare tanto fastidio proprio gli Ebrei: sono così pochi, noi non ne conosciamo neanche uno e, in definitiva, se tu preghi in chiesa o in sinagoga non ci interessa più di tanto, ma ci viene fatto notare che tempo fa questi dettagli avevano la loro importanza e che la religione era sentita in un modo diverso da oggi. In effetti, studiando il programma di Storia, fin dalla prima media abbiamo trovato delle parti dove veniva scritto che gli Ebrei facevano delle attività che ai Cristiani non erano permesse o che erano malvisti perché possedevano parecchi soldi e talvolta li prestavano ad interesse o che una spedizione cristiana, anziché andare a combattere i Musulmani, ha deciso di attaccare gruppi di Ebrei. Ma ci sembravano episodi staccati tra loro e neanche così importanti. Ad un certo punto, però, qualcuno ha messo insieme tutti questi fatti ed ha cominciato a parlare di un pericolo: il pericolo rappresentato dal popolo ebraico. QUEL qualcuno è stato Adolf Hitler, in Germania. Ci documentiamo sulle due guerre mondiali e alla fine comprendiamo che condizioni di pace troppo pesanti inasprirono gli animi di un popolo e la crisi economica ha fatto il resto. Studiare la storia e le “leggi razziali” ci ha fatto riflettere su molti argomenti come il valore dell’amicizia, della scuola, dello studio, della solidarietà. Non sarà facile prendere esempio dal passato, perché sembra spesso che ogni situazione sia diversa dalle precedenti, ma cercheremo di vivere la scuola con maggior impegno e di accogliere gli altri senza pregiudizi, evitando di allontanare senza motivo coloro che abbiamo accanto.

Classe 3C

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