Campionato di Giornalismo la Nazione

Incontro con un bimbo speciale

LA PRIMA VOLTA che abbiamo incontrato Matteo è stato all’asilo nido. Era un bambino solare, sveglio e anche molto vivace. Era sempre sorridente e, a volte, faceva anche qualche dispetto ai compagni. Muoveva piccoli passi incerti, come tutti i bambini a quell’età. ALLA SCUOLA materna era un bambino con il sorriso stampato sulla faccia e la sua frase più ricorrente era: «Lo sapete che io ho un gatto blu di nome Fuffi?!». Rincorreva sempre le nostre bidelle, che stavano al gioco. Alla fine del percorso della materna i suoi movimenti sono divenuti più indecisi e lenti; la situazione è peggiorata ulteriormente alle elementari. HA INIZIATO a parlarci sempre meno e con poca chiarezza, ma noi riuscivamo a capirlo ugualmente. La malattia che lo aveva colpito lo indeboliva sempre più. Non solo i suoi muscoli erano stati coinvolti, ma le sue parole erano sempre più sporadiche, fino quasi a sparire. Noi ce ne accorgevamo e gli stavamo vicini come potevamo. Le maestre erano sempre attive e pronte ad affiancarlo. Dopo qualche anno è arrivato un uomo, Giuseppe. Estroverso e pieno di vita, ha contribuito positivamente a rendere Matteo felice e sereno. Lui lo sta aiutando tutt’oggi a superare gli ostacoli che ogni giorno questa malattia gli pone. IN QUARTA elementare per Matteo arrivarono due nuovi amici in classe. Uno di questi si affezionò subito a lui; l’altro, anche se un po’ meno, fu contento di giocare con lui e di imparare a conoscerlo. Malgrado sia diverso da noi è un ragazzo molto speciale e insostituibile nella nostra vita. Sebbene abbia una grave malattia, ha delle capacità che altri non hanno: è molto sensibile, silenzioso, ma i suoi occhi sono come finestre aperte sui suoi pensieri. Insieme ai professori lo aiutiamo nel suo difficile e straordinario viaggio. LA COSA che più ci colpisce di lui è che, anche nei momenti difficili, è sempre sorridente. Abbiamo imparato, convivendo con lui, che le diversità servono per far emergere la parte buona del nostro carattere e per migliorarlo; sono un grande arricchimento, perchè ci permettono di riflettere sulle cose che contano davvero e di mettere da parte il superfluo. Nella nostra vita quotidiana siamo, infatti, troppo spesso superficiali, perdendo di vista i valori essenziali che dovrebbero essere la nostra guida. Del resto, siamo tutti diversi l’uno dall’altro ma, in fondo, siamo tutti uguali, dotati di sentimenti che devono a volte essere riscoperti e fatti riemergere dall‘angolo buio in cui li abbiamo reclusi. Apriamo i nostri cuori.

Classe 1C

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