Campionato di Giornalismo la Nazione

Esistono ancora eroi? Certo

NELLE LEGGENDE antiche gli eroi sono uomini coraggiosi e forti, spesso impegnati a vincere le battaglie contro nemici altrettanto valenti. Il loro valore veniva fuori quando riuscivano a conquistare le altre popolazioni grazie ai loro poteri naturali o di origine divina. Achille, protagonista dell’Iliade, condusse il suo esercito alla vittoria contro i Troiani. Ulisse decretò la vittoria dei Greci con la sua astuzia e con la sua abilità strategica. La storia dell’uomo è ricca di personaggi eroici: Gesù, che ha difeso fino all’ultimo i suoi ideali, Marco Polo che ha esplorato il mondo ancora sconosciuto, Cristoforo Colombo che ha avuto il coraggio di cambiare rotta e Giovanna D’Arco che ha combattuto per la Francia, conducendo il suo esercito alla vittoria della Guerra dei Cent’anni. Ha perso la vita per questo, ma non ha abbandonato la sua missione. Ai nostri giorni l’uso della parola eroe è forse eccessivo: nei cartoni animati, nei film, nei fumetti gli eroi sono esseri fuori dal comune, con poteri sovrumani. Nella realtà chi sono gli eroi di oggi? Ne abbiamo parlato molto, abbiamo analizzato le nostre diverse posizioni, in conclusione abbiamo condiviso una visione comune: sono coloro che mettono a rischio la propria vita per salvare quella delle persone in pericolo, senza pensare alle ricompense materiali. PICCOLI GESTI eroici sono anche quelli compiuti da tutti quegli esseri umani che dedicano tempo e fatica ad aiutare le persone non altrettanto fortunate. GLI EROI, anche quelli più comuni, rappresentano un simbolo di solidarietà, di altruismo e di coraggio. Per essere eroi oggi non esiste una ricetta speciale, non sono necessari poteri magici o caratteristiche fisiche fuori dal comune: tutti abbiamo potenzialità utili per compiere gesti eroici, si tratta soltanto di sfruttare e far germogliare i semi del nostro eroismo. Caterina Bellandi, detta Zia Caterina, rappresenta alla perfezione l’eroe contemporaneo. Accompagna i bambini in ospedale con il suo taxi, attirandoli con il suo stile sgargiante e portando un sorriso nei loro volti, sebbene spesso debbano affrontare delle cure lunghe e dolorose. Caterina ha iniziato la sua missione quando ha perso il marito dopo una lunga lotta contro un tumore, pensando al dolore che si prova dopo aver pero una persona cara. «Zia» è come la chiamano i suoi bambini supereroi e lei ama questo appellativo perché la zia è la persona più vicina alla mamma che non ha un compito educativo. Il «lavoro» di eroe non è un mestiere per cui bisogna studiare o per cui è necessaria una predisposizione particolare: basta avere il coraggio di mettere gli altri prima di noi.

Classe 2A

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