Campionato di Giornalismo la Nazione

Combattiamo la povertà

ILLUSTRISSIMA Classe Politica Italiana, laddove voi in molti casi mandate un messaggio all’esterno di lavorare per stipendi altissimi e pensioni che potrebbero mantenere intere famiglie, l’Italia sta combattendo. Centinaia di persone, ogni giorno, sperimentano gradi diversi di povertà, mentre l’impressione che ha una parte della popolazione è che il vostro più grande problema sia trovare un ristorante stellato in cui non siate già stati. Mentre capita che festeggiate il capodanno in costosi chalet e in location vip, ci sono uomini che cercano di sopravvivere all’inverno nell’abitacolo della propria auto. “Quelli che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche rendono le rivoluzioni violente inevitabili”. Parole di John Fitzgerald Kennedy, che vissero gli uomini della rivoluzione francese o della rivolta cubana del secolo scorso, che degenerò in un regime totalitario. Ma vogliamo davvero questo? Meglio dimenticarsi di un popolo o ricordarsi per sempre del sangue sparso e delle vite perse? Può sembrare paradossale, ma a volte diamo l’impressione di essere un Paese infelice ed esule, che nessuno prende in considerazione. Una nazione affamata di riconoscimento che costringe a emigrare in Europa e oltreoceano i nostri ‘cervelli’. In molti casi vanno ovunque tranne che in Italia. Preparati in scuole d’eccellenza italiana, ma costretti alla fuga per sottrarsi a un lungo precariato. E’ possibile che la nostra insofferenza possa portare a una rivoluzione? La risposta più comune è quella di fidarsi e aspettare. Ma come possiamo fidarci davvero da chi viene eletto per rappresentarci? Persino in una città turistica come Firenze, circondati da arte e storia, si rileva una grave crisi economica e sociale. Servirebbe meno egoismo e più fantasia nel prospettare soluzioni più vivibili. A FRONTE delle cose negative da dire sul nostro Paese preferiamo dare voce alle sue unicità. L’Italia così bella e così varia, con saperi e sapori che ogni giorno la riempiono di micro storie che poi girano, di bocca in bocca, sulle labbra dei poveri e dei ricchi, nei cuori di grandi e piccoli eroi quotidiani, felici di vivere e preoccupati di morire. Noi, giovani di domani, siamo ancora fieri di essere Italiani e di pronunziare la parola Italia, nata dal silenzio del sacrificio e al contempo dall’ardore della lotta di uomini e donne, di artisti e musicisti. Il nostro Paese ha più delle bellezze artistiche e naturali, più dello sport e della moda, della pizza e degli spaghetti, della pasta all’amatriciana e dei cannoli. È piazza di culture diverse, nella quale opinioni differenti possono incontrarsi. La ‘bellezza italiana’ è ancora tutta dentro di noi. Inimitabile. Ma vivere oggi in Italia per molti non è facile.

Classi 3A, 3B

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