Campionato di Giornalismo la Nazione

Uno per tutti, tutti per uno!

QUASI TUTTI i ragazzi hanno passione per lo sport, lo praticano o tifano per una squadra del cuore, tutti a scuola amano le ore di Motoria, dove possono esprimere liberamente le loro emozioni. L’attività fisica infatti offre un’occasione di sfogo, divertimento e distrazione, anche se richiede sempre un certo grado di fatica, sacrificio e a volte di coraggio. Lo sport è così importante che dal 1975 esiste una Carta Europea che ne sancisce il diritto per tutti! Ma lo sport tira fuori solo il nostro lato migliore? A volte non è così: alcuni atleti puntano solo a vincere e non offrono buoni esempi al pubblico; alcuni tifosi offendono gli avversari, in campo o sugli spalti e si dimostrano violenti. Lo sport dovrebbe unire le persone e non dividerle, dare un senso di appartenenza in positivo, che accomuni anche persone diverse, ma appassionate alla stessa squadra. I valori che esso deve promuovere sono il rispetto delle regole, il fair play, la solidarietà, la socializzazione. Con questi principi ci confrontiamo ogni giorno anche noi ragazzi del Lorenzetti, fuori e dentro le mura scolastiche, perché nella nostra realtà molti hanno lingue, culture e abilità diverse. Per noi l’integrazione è importante ed è proprio lo sport un modo particolarmente efficace per abbattere le barriere! Quest’ultimo infatti può essere condiviso anche da persone e ragazzi che vengono da mondi lontani e vivono condizioni diverse, visto che le regole sono comunque le stesse. Oggi anche la disabilità non costituisce più fortunatamente un limite alle attività sportive, come dimostrano le Paraolimpiadi o la pratica del Baskin (letteralmente, “basket + inclusione”). Quest’ultimo - nato presso una scuola di Cremona nel 2003 - è una pratica innovativa nella quale giocano insieme persone con abilità e difficoltà di diverso tipo. A portare questo sport a Siena è stata la Società del Costone, dove gioca anche una studentessa della nostra scuola, condividendo emozioni e fatica con compagni di squadra disabili. Per lei praticare il baskin - uno sport in piena regola, con squadre, partite e campionati - è un’esperienza straordinaria, in cui tutti si misurano con le proprie capacità e i propri limiti, con gioie e soddisfazioni, ma anche, a volte, con quei piccoli insuccessi che fanno crescere. D’altronde, divertendosi insieme è più facile fare amicizia e in questo caso non contano le diversità: davanti a un pallone, su una pista di atletica o con la racchetta in mano, i confini scompaiono, le barriere crollano e tutti riescono a farsi capire usando un’unica lingua universale, quella dello sport.

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI