Campionato di Giornalismo la Nazione

Un “Cuore verde” da tutelare

L’IMPORTANZA della tutela e della valorizzazione dell’ambiente naturale si presenta sempre più come una buona pratica da mettere in atto per custodire i tesori della nostra terra. Negli ultimi secoli lo sfruttamento delle risorse naturali è aumentato in modo esponenziale, sia per soddisfare i bisogni primari come acqua e cibo, che quelli secondari come petrolio e carbone. COSA SUCCEDEREBBE se, a causa dell’indiscriminato sfruttamento, queste risorse fornite dalla natura si esaurissero, in modo anche repentino? Il responsabile «Usi Civici» della Regione Umbria, Sandro Ciani, ci ha illustrato il problema, portandoci ad esempio lo scenario emerso da qualche anno nei territori della Gola del Diavolo di Gualdo Tadino, sede dei pozzi utilizzati per estrarre l’acqua minerale «Rocchetta». Il territorio, oltre ad essere sotto il vincolo dell’uso civico, si trova in un paesaggio dagli equilibri delicati, con presenza di rocce calcaree. Oggi l’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere rischia di provocare l’esaurimento della riserva d’acqua nei pozzi, con problemi di stabilità idrogeologica quali frane e siccità e conseguenze nefaste per la fauna e la vegetazione. Ma cos’è «l’uso civico»? Tutto il continente europeo è interessato a forme di godimento collettivo dei terreni, che hanno origine da antiche concessioni feudatarie. La costituzione della «Comunanza agraria» nasce solo alla fine del 1700. Lo Statuto riconosce alla collettività organizzata il «diritto di utenza e le dà la facoltà di pascere, raccogliere legna morta, far la frasca, far carboniere... », nel rispetto della preservazione del territorio. UN IMPORTANTE passo verso la condivisione dei beni dopo lotte ai grandi latifondi, spesso lasciati in stato di degrado e abbandono. La conservazione del paesaggio e la sua salvaguardia da interventi umani spesso invasivi e distruttivi, è uno dei principali obiettivi del progetto dell’associazione «Monte Peglia per Unesco», presentato dal presidente, Francesco Paola. L’area comprende quattro comuni, tra cui Orvieto e San Venanzo. La biodiversità della zona è tanto convincente da aver ottenuto l’accettazione alla candidatura della Repubblica italiana a «Riserva mondiale della bioderversità - Mab Unesco». Una conferma che l’unicità del paesaggio va preservata incentivando la cultura come consapevolezza delle risorse naturali e del tempo che la natura e la storia hanno impiegato per arrivare fino a noi.

Classi 3F, 3G

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