Campionato di Giornalismo la Nazione

L’Ottocento tra cronaca & storia

«LO STUDIO della storia è affascinante e coinvolgente... ». La prof ce lo ripete spesso. Queste parole ci frullano per la testa mentre, con passo spedito, affrontiamo la salita della Piaggiola. Le strette vie del centro storico di Umbertide ci aspettano, tutti insieme, per una visita alla scoperta dei luoghi, delle persone, della vita nella Fratta, così si chiamava la nostra città, due secoli fa. Voltiamo l’angolo, passiamo sotto l’arco della Ciminella e... eccolo qui l’antico borgo della Fratta: siamo in pieno Ottocento! Oggi è giorno di mercato e di fiera alla Fratta. AL «CAMPO BOVARIO» si svolge la compravendita degli animali da lavoro. Nelle vie del paese e nelle piazze del Mercatale e del Grano tanti sono i prodotti esposti alla curiosità dei passanti. I banchi sono carichi di legumi, castagne fresche e secche, vasi di terra; non mancano, per il piacere delle signore, cappelli, pettini, sete e tessuti di lana di manifattura locale. All’improvviso un suono di tromba attira l’attenzione di tutti: il «tubatore», con la sua impeccabile livrea, annuncia, con voce cadenzata la prossima riunione comunale. Ci affacciamo dalle mura del castello sul Tevere, attratti dallo sciacquio e dai canti delle lavandaie, che, chine sul loro bucato, raccontano dell’ultimo assalto, da parte di malviventi incappucciati, alla diligenza che trasportava la «borzetta» della posta con i buoni per l’esattore governativo. ALCUNE BAMBINE si attardano a saltare la corda e disegnare con il gesso la campana sulla strada, mentre i maschi tirano fuori dalle tasche dei pantaloni le fionde. Il sole scende pian piano dietro i muri della Fratta e la gente si rintana in casa: chi prepara il focolare per la sera, chi torna da una scampagnata oltre il fiume. Gli uomini, sfiniti dopo una dura giornata di lavoro nei campi, tornano con passo lento, e le donne aspettano che tutta la famiglia finalmente si riunisca. Al calare del sole le porte del borgo vengono chiuse: a quell’ora è bene far ritorno se non si vuole rimanere fuori dal paese! Il silenzio si adagia su tutte le cose. Il lampionaio sta finendo il suo giro così la notte non sembra più così scura. Uno strano suono ci rimbomba nelle orecchie: è il clacson di una macchina che sfreccia proprio davanti a noi. È improvviso e brusco il ritorno al presente! Svelti, è ora di tornare a casa, si è fatto fin troppo tardi: domani... interrogazione di storia!

Classe 3D

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